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Curiosità

L’onorabilità dell’onorevole

Mattia Feltri ha dedicato il suo Buongiorno, pubblicato su La Stampa, alla recente assoluzione di Roberto Saviano.

Il parallelo storico e l’attesa

Feltri esprime soddisfazione per l’assoluzione di Saviano, querelato otto anni fa da Matteo Salvini per l’epiteto “ministro della malavita”. L’autore richiama la riflessione del compianto Massimo Bordin, il quale notava come l’espressione fosse un prestito storico azzardato: fu infatti Gaetano Salvemini a coniarla per Giovanni Giolitti.

Scrive Feltri che: ”Ci sono voluti otto anni per stabilire se Saviano avesse diffamato o legittimamente criticato. Salvini, ospite in Rai, ha spiegato l’assoluzione con la calamità dei “giudici ideologicamente schierati” e chissà se, di conseguenza, qualcuno possa ritenere “ideologicamente schierati”, nell’altro senso, i giudici che hanno prosciolto o assolto Salvini per i casi della Diciotti, della Gregoretti, della Open Arms”.

L’anomalia dei tempi e delle reazioni

L’articolo evidenzia due grandi criticità:

  • La lentezza della giustizia: sono stati necessari otto anni per distinguere tra diffamazione e legittima critica.
  • La coerenza politica: Salvini ha liquidato l’assoluzione parlando di “giudici ideologizzati”. Feltri ironizza chiedendosi se, per logica, dovrebbero essere considerati tali anche i giudici che hanno prosciolto Salvini nei casi Diciotti e Open Arms.

Il concetto di onorabilità

Il pezzo si chiude con una nota amara: Salvini ha già annunciato una nuova querela contro lo scrittore. Citando ancora Bordin, Feltri ricorda la lezione di Giolitti: lo statista non portò Salvemini in tribunale, ma rispose nel merito. La conclusione è una stoccata etica:

“Nessuno sa tutelare da sé la propria onorabilità quanto le persone onorabili.”

18 aprile 2026