Mattia Feltri ha pubblicato un articolo su La Stampa nel quale sviluppa una tesi polemica e ironica: Giorgia Meloni ha progressivamente perso tutti gli “amici” politici internazionali, scoprendo che quelli su cui aveva inizialmente puntato erano in realtà inermi, dannosi o imbarazzanti, mentre i cosiddetti “nemici” si sono rivelati indispensabili.
Sostiene Feltri che alla Meloni: ”era toccato, negli ultimi tempi, prendere le distanze da quel pazzoide di Donald Trump, che fra dazi e guerre è una calamità per tre quarti del mondo. E lo spettacolo è stato ieri, quando il pazzoide ha scaricato Meloni con quei modi da giostraio, proprio mezz’ora dopo che Meloni aveva scaricato o quasi Bibi Netanyahu (sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di reciproca difesa, poiché il governo israeliano non ha apprezzato le nostre critiche per i civili uccisi in Libano)”.
Feltri ricorda come, fin dall’arrivo di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, fosse evidente che il vero potere non stesse negli alleati sovranisti, ma nelle istituzioni europee e nei mercati: Unione europea, Commissione, Banca centrale. Nemici ideologici, ma “vantaggiosi”, a cui è stato necessario inchinarsi per tenere in ordine i conti e garantire stabilità.
Sul fronte degli “amici”, il bilancio è disastroso. Vladimir Putin, esaltato dal sovranismo come modello, si è rivelato un aggressore impantanato in una guerra devastante per l’Ucraina e per l’Europa. Donald Trump, definito senza mezzi termini “pazzoide”, è diventato una minaccia globale con dazi e conflitti, fino a umiliare pubblicamente Meloni dopo che lei aveva preso le distanze da Benjamin Netanyahu per le vittime civili in Libano. Infine Viktor Orbán, da incendiario del fronte sovranista a figura ormai evaporata e politicamente irrilevante.
La conclusione è amara e sarcastica: attorno a Meloni non resta più nemmeno un amico, solo quei “nemici” del mainstream e dell’Europa che, a differenza degli alleati ideologici, hanno ancora razionalità, peso e responsabilità. Una resa dei conti che smaschera, secondo Feltri, l’inconsistenza del mito sovranista.
15 aprile 2026





