Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera, nella sua rubrica “Il Caffè” un ironico, e anche, perchè no, sarcastico, commento sull’ultimo exploit del presidente americano.
Gramellini sposta l’attenzione dal dibattito sull’età giusta per dare lo smartphone agli adolescenti a un caso più urgente: quando toglierlo agli anziani, riferendosi nello specifico a Donald Trump.
Sotto mica tanto velata accusa è il presidente degli Stati Uniti che presenta: ”chiaramente un disagio che il soggetto (ossia Trump – ndr) esprime in modo compulsivo. Ieri, per dire, ha insultato il Papa. Non quello di prima, che lo avrebbe steso con uno sganassone, ma Leone, l’incarnazione stessa della mitezza. Weak, lo ha chiamato, anzi, WEAK: debole. Gli ha rinfacciato l’accoglienza e la non violenza, cioè di seguire il Vangelo”.
I punti salienti dell’articolo sono:
- Il comportamento compulsivo: l’autore descrive un soggetto che, non appena resta solo, usa il telefono per lanciare insulti (rigorosamente in maiuscolo, come l’immancabile “LOSER”) e minacce verso chiunque, vivi o morti.
- L’attacco al Papa: il pretesto del fondo è l’attacco frontale di Trump a Papa Francesco, definito “WEAK” (debole) e deriso proprio per la sua fedeltà ai valori evangelici di accoglienza e non violenza.
- Il delirio di onnipotenza: Gramellini ironizza sul narcisismo dell’ex Presidente, che si vanta di aver favorito l’elezione del Pontefice e arriva a pubblicare immagini sacrileghe in cui appare con poteri taumaturgici e “luci cristiche” che gli escono dalle mani.
- L’appello finale: con il consueto tono sferzante, l’autore si rivolge a parenti e assistenti affinché nascondano il telefono al “paziente” o glene consegnino uno giocattolo, così che possa continuare a insultare l’universo senza fare danni reali.
In breve: Gramellini dipinge Trump come un bambino dispettoso e un anziano fuori controllo, suggerendo che l’uso compulsivo e violento dei social sia il sintomo di un disagio profondo che richiederebbe un intervento drastico: il “sequestro” dell’apparecchio.
14 aprile 2026





