Monica Maggioni ha scritto un editoriale su La Stampa laddove analizza la frattura senza precedenti tra Donald Trump e l’elettorato cattolico americano.
Il “sacrilegio” politico di Trump
L’analisi parte da un errore di calcolo fondamentale commesso da Donald Trump: aver trattato il Vaticano e la Chiesa Cattolica come una delle tante stanze piene di “cortigiani osannanti” a cui è abituato. Circondato da predicatori evangelici che lo descrivono come un inviato di Dio (paragonandolo a figure bibliche come Esther), Trump ha superato il limite della tolleranza religiosa.
Scrive la Maggioni: ”Ieri lo spavaldo Donald Trump ha fatto l’errore peggiore: ha attaccato frontalmente Papa Leone ed è riuscito a riunificare la voce dei cattolici americani profondamente divisi da molti anni. Con il suo messaggio sgangherato in cui, di fatto, insulta il Papa e arriva a dire che è stato nominato solo perché c’era lui alla casa Bianca (si suggerisce lettura attenta e ripetuta del testo integrale del post per capire dove siamo finiti) Trump fa la magia di far superare d’un balzo le differenze tra cattolici americani, tra l’ala più conservatrice e quella più liberal, tra repubblicani e democratici”.
E continua, per ben comprendere le contorsioni trumpiane: ”Basta leggere alcuni dei commenti su “The Daily Wire”, testata della destra cattolica in cui l’attacco al Papa e l’immaginetta blasfema vengono giudicati «disgustosi e inaccettabili». Non solo. Il fatto che lo scontro più imprevedibile della storia si consumi con un Papa americano rende ancora più evidente questa contraddizione. Leone XIV non è un Papa che esterna continuamente le sue visioni. Anzi. Ma c’è stato un crescendo nelle ultime settimane. Il suo disappunto sulla questione di come i migranti venivano trattati da Ice è filtrato attraverso le posizioni dei vescovi americani che, a loro volta, dopo anni di divisioni e distinguo si stanno ricompattando proprio sui temi che coinvolgono le grandi questioni etiche, la migrazione, la guerra”.
I punti di rottura principali sono stati:
- L’attacco a Papa Leone XIV: Trump ha insultato frontalmente il Pontefice, arrivando a sostenere che la sua nomina fosse merito della sua amministrazione.
- L’uso dell’Intelligenza artificiale: la pubblicazione di un’immagine creata con la IA che ritraeva Trump nei panni di Gesù Cristo è stata percepita come blasfema.
- La risposta del Papa: Leone XIV ha reagito con fermezza, rifiutando la logica della forza e della violenza verbale tipica del linguaggio trumpiano.
L’unificazione dei cattolici
Paradossalmente, l’aggressività di Trump è riuscita in un’impresa in cui molti avevano fallito: riunificare i cattolici americani. Sebbene circa il 60% dei cattolici si dichiari conservatore e abbia sostenuto Trump come baluardo contro la “cultura woke”, l’attacco al Papa e l’immaginetta blasfema hanno creato uno sdegno trasversale. Anche testate della destra cattolica, come The Daily Wire, hanno definito il comportamento del Presidente “disgustoso e inaccettabile”.
Il dilemma di JD Vance
Al centro di questa tempesta si trova il vicepresidente JD Vance. La sua posizione è descritta come la più drammatica:
- Conversione agostiniana: Vance si è convertito al cattolicesimo con un percorso spirituale profondo e intellettuale.
- Il conflitto di lealtà: ora deve scegliere se restare fedele a un leader il cui ego non ammette dissenso (e che attacca la guida della sua Chiesa) o mantenere fede ai principi della sua conversione.
Conseguenze per il Voto
In vista delle elezioni di Midterm, questo scenario è descritto come un “incubo”. Se i cattolici conservatori dovessero sentirsi meno vincolati alla lealtà verso Trump a causa dell’offesa religiosa, la tenuta elettorale del Presidente potrebbe vacillare proprio su uno dei suoi pilastri più solidi. Trump, dal canto suo, rifiuta di scusarsi, confermando la sua linea: “He’s wrong” (il Papa sbaglia).
14 aprile 2026





