Paolo Benanti e Sebastiano Maffettone hanno pubblicato sul Corrire della Sera un editoriale in cui propongono una lettura profondamente realista e politica dello scontro in atto nel mondo dell’Intelligenza Artificiale, spostando l’attenzione dai principi etici astratti alla gestione delle risorse concrete.
Scrivono Benanti e Maffettone: ”Di questi tempi, il realismo vince sull’idealismo, Platone viene criticato in nome del pragmatismo, e il trascendentale di Kant è letto in termini di pratiche sociali. Questa tendenza diffusa traduce in filosofese il travaglio di un mondo in affanno. In parole povere, tutto ciò implica che spesso i conflitti tra modelli culturali si rivelano conflitti tra persone alle prese con scarsità di risorse. Cosa che sembra valere anche nel rarefatto universo del digitale, dove vediamo lottare tra di loro le avanguardie tecnologiche dell’intelligenza Artificiale generativa. Esemplare, in questa prospettiva, l’aspro confronto tra il Colosso Open AI, promotore di Chat Gpt, e il piccolo ma super sofisticato Claude di Anthropic. Confronto che è esploso in India al mega convegno sulla IA organizzato da Modi dove Sam Altman di Open AI e Dario Amodei di Anthropic non si sono dati la mano (uno di noi, Benanti, era presente). La vicenda, messa in luce da un bell’articolo di Massimo Gaggi sul Corriere, viene di solito interpretata come un conflitto tra principi generali: da un lato, una visione più commerciale dell’uso dell’ia generativa (Open AI), e dall’altro una visione invece più etica (Anthropic). Questo perché Amodei si è rifiutato di accettare alcuni usi del suo programma e ha chiesto al governo Usa di accettare un limite etico all’uso della sua tecnologia, tra cui l’impegno a non usarla per sistemi di sorveglianza di massa e per sviluppare armi totalmente autonome dal controllo umano”.
Ecco i punti chiave della loro analisi:
1. Dalle idee alla materia: il realismo tecnologico
Gli autori sostengono che il dibattito pubblico sull’IA sia spesso intrappolato in una contrapposizione filosofica tra “visione commerciale” (rappresentata da Sam Altman di OpenAI) e “visione etica” (rappresentata da Dario Amodei di Anthropic). Tuttavia, la realtà sottostante è molto più pragmatica: il vero conflitto non riguarda solo i valori, ma la scarsità di risorse.
2. Il “Compute Crunch”: la carestia del calcolo
Il concetto centrale è quello della carestia computazionale. La potenza di calcolo (GPU, chip, infrastrutture) è una risorsa finita e costosissima.
- Anthropic limita l’uso dei suoi modelli perché troppo costosi da erogare.
- OpenAI ha rimosso i divieti sull’uso militare per favorire lo sviluppo del prodotto e la ricerca di nuovi capitali. Questa scarsità sta trasformando il mercato in un oligopolio conflittuale, dove poche aziende decidono chi può accedere alla tecnologia e a quali condizioni.
3. Il fallimento dell’autoregolazione
Benanti e Maffettone evidenziano come il mondo si sia affidato all’autoregolazione delle aziende tech a causa dell’inerzia dei governi. Tuttavia, questa dinamica mostra limiti evidenti: le decisioni sul futuro dell’IA vengono prese in base a logiche di mercato, pressioni geopolitiche (come le richieste del Pentagono) e disponibilità di silicio, anziché secondo l’interesse pubblico.
4. Il potere è nell’infrastruttura
Il messaggio politico dell’articolo è che il potere non risiede nei modelli algoritmici, ma nell’infrastruttura. L’IA non è un bene comune, ma una risorsa privata controllata da chi possiede i data center e i chip. Ogni limite di utilizzo o variazione di prezzo che l’utente finale sperimenta è la prova tangibile di questo controllo.
5. Conclusione: un deficit democratico
L’articolo si chiude con una domanda classica della politica: Quis custodiet ipsos custodes? (Chi custodirà i custodi?). Se i governi non intervengono con risposte istituzionali adeguate, il controllo dei chip e della capacità di calcolo diventerà una forma di deficit democratico, poiché una quota crescente della vita intellettuale ed economica del pianeta dipenderà dalle decisioni arbitrarie di pochissimi attori privati.
14 aprile 2026





