Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Esteri

La guerra che Trump non può vincere. L’Iran non è il Venezuela 4

Proviamo a completare il quadro, guardando come i principali attori regionali e globali stanno leggendo la tregua USA-Iran, quali interessi reali hanno e in quale direzione possono spingere gli scenari dei prossimi mesi. È qui che si capisce perché il rischio di “tunnel” resta alto.

  • la tregua e il negoziato, ma senza legarsi troppo a nessuna delle parti.

Cosa può fare nei prossimi mesi:

  • Favorire mediazioni discrete (come già avvenuto tra Iran e Arabia Saudita).
  • Rafforzare la propria immagine di potenza responsabile, in contrasto con l’imprevedibilità americana.

Effetto sugli scenari:

  • Spinge verso Scenario 1 (tregua prolungata) o Scenario 2 (accordo parziale).
  • Non interverrà per salvare un accordo se questo comporta costi strategici per Pechino.

Russia: destabilizzare senza esplodere

Attore chiave: Russia

Interesse primario: distrarre l’Occidente e alzare il prezzo del disordine
Linea strategica:

  • Mosca non cerca una guerra totale USA-Iran, ma un Medio Oriente instabile sì.
  • Ogni crisi che impegna Washington è un vantaggio indiretto sul fronte ucraino.

Cosa può fare:

  • Appoggiare diplomaticamente Teheran.
  • Usare la crisi energetica come leva sui mercati europei.
  • Restare sullo sfondo, senza esporsi troppo.

Effetto sugli scenari:

  • Favorisce una tregua instabile o una escalation controllata.
  • Non ha interesse a una pace strutturata.

Unione Europea: voce razionale, potere limitato

Attore chiave: Unione europea

Interesse primario: evitare shock energetici e nuove crisi regionali
Linea strategica:

  • L’UE sostiene la tregua e spinge per un ritorno alla diplomazia multilaterale.
  • Ha però scarso potere coercitivo: può facilitare, non imporre.

Cosa può fare:

  • Mediazione tecnica (sanzioni, nucleare, monitoraggi).
  • Pressione diplomatica su Washington per evitare strappi unilaterali.

Limite strutturale:
Senza una strategia autonoma di sicurezza, l’UE subisce più che guidare gli eventi.

Effetto sugli scenari:

  • Può aiutare lo Scenario 2, ma difficilmente impedirà un’escalation se USA o Iran cambiano linea.

Israele: sicurezza prima di tutto

Attore chiave: Israele

Interesse primario: impedire all’Iran di diventare una potenza nucleare regionale
Linea strategica:

  • Israele guarda alla tregua con estrema diffidenza.
  • Accetterà una pace solo se riduce concretamente le capacità iraniane.

Rischio reale:

  • Operazioni autonome israeliane (dirette o indirette) possono far saltare la tregua, anche contro la volontà americana.

Effetto sugli scenari:

  • È il principale fattore che può spingere verso lo Scenario 3 (escalation).

Arabia Saudita e Golfo: equilibrio fragile

Attore chiave: Arabia Saudita

Interesse primario: stabilità regionale e sicurezza energetica
Linea strategica:

  • Dopo anni di scontro con Teheran, Riyadh punta a raffreddare i conflitti, senza fidarsi troppo.
  • Teme sia l’Iran armato sia una guerra che faccia saltare i mercati.

Effetto sugli scenari:

  • Favorisce tregua e negoziato, ma non ha il peso per garantirli da sola.

Il punto di sintesi (crudo ma realistico)

Nei prossimi mesi:

  • Nessun attore chiave vuole davvero una guerra totale
  • Nessun attore è disposto a pagare il prezzo politico di una pace vera

Questo crea una zona grigia pericolosa:
tregua senza pace,
pressione senza soluzione,
crisi congelata ma instabile.

È esattamente lo schema già visto:

  • in Ucraina,
  • nella questione palestinese,
  • in molte crisi post-Guerra Fredda.

Conclusione

Il mondo non sta andando verso una soluzione, ma verso una gestione permanente dell’instabilità.
La tregua USA-Iran è un cerotto geopolitico, non una cura.

13 aprile 2026

4 Fine