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La politica calabrese tra stipendi e benefit

Gian Antonio Stella (autore, nel 2007, del best seller La casta, scritto insieme a Sergio Rizzo che, con oltre 1.300 000 copie vendute e ben 24 edizioni è stato uno dei libri più venduti di quell’anno e la pubblicazione più importante della sua carriera) ha pubblicato sul Corriere della Sera un interessante articolo in cui scrive della situazione che vive la regione Calabria come istituzione, partendo da un fatto incontestabile e cioè che i calabresi hanno un reddito pro capite tra i più bassi d’Italia mentre chi vive di politica decisamente se la gode.

Rivela Stella: ”Il governatore forzista Roberto Occhiuto e la sua maggioranza destrorsa, rinnova oggi e rinnova domani, vedono però il futuro con grande ottimismo. E hanno dunque deciso di ampliare (più due) gli attuali assessori regionali e affiancarli pure con due nuovi sottosegretari, ciascuno dei quali prenderà ogni mese 14.470 euro, poco meno del reddito annuale dei calabresi. Un «ritocco» evidentemente indispensabile per accontentare gli appetiti di commensali non ancora seduti alla mensa dei ricchi epuloni. E arricchito da una serie di prebende distribuite a pioggia per un totale, stando alle denunce, di circa due milioni l’anno”.

L’articolo mette in forte contrasto la povertà strutturale della Calabria con l’aumento di stipendi, incarichi e benefit della classe politica regionale. I dati più recenti di Unioncamere-Tagliacarne mostrano che nel 2024 il reddito pro capite dei calabresi (16.800 euro) è tra i più bassi d’Italia, lontanissimo dal Nord e persino dal Lazio.

Nonostante ciò, il presidente regionale Roberto Occhiuto e la sua maggioranza hanno approvato una legge che aumenta il numero di assessori e reintroduce i sottosegretari, ciascuno con compensi mensili che sfiorano il reddito annuo medio di un cittadino calabrese. Il tutto accompagnato da prebende e indennità aggiuntive che, secondo le denunce, costerebbero circa due milioni di euro l’anno.

Riprendendo l’inchiesta del giornalista Mimmo Famularo, Stella elenca una serie di benefit simbolicamente e politicamente esplosivi:

  • estensione del contributo auto a tutti gli assessori,
  • indennità forfettarie per missioni,
  • staff personali per i nuovi sottosegretari, con costi elevati e variabili.

Il quadro è reso ancora più amaro dal contesto: sanità in crisi, emigrazione giovanile record, redditi bassissimi. L’articolo si chiude con una nota sarcastica e amara, evocando vecchi casi simbolo di privilegi e distorsioni del potere regionale, come a dire che, in Calabria, certe abitudini politiche sembrano difficili da estirpare.

8 aprile 2026