Alberto Simoni ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui ricorda che Trump con un post su Truth ha affermato: «Il tempo sta scadendo, ancora 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio».
Dice Simoni: ”Un veterano delle forze speciali, Bryan Stern, ha detto alla Cnn che «la missione è difficile, si opera in un ambiente che non consente contatti, non ci sono segnali radio, insomma non è come quello che vediamo nei film». La pericolosità è evidenziata anche da quanto accaduto venerdì. Due elicotteri impegnati nel recupero di uno dei due militari sono stati colpiti dal fuoco nemico (sono riusciti a fare ritorno alla base). L’abbattimento di due aerei Usa venerdì – un F15 e un A10 Warthog – ha fatto scricchiolare la convinzione Usa di avere il controllo dei cieli. L’Iran ha annunciato di aver utilizzato un nuovo sistema integrato di difesa antiaerea”.
L’ultimatum e la tensione a Hormuz Donald Trump ha lanciato un ultimatum di 10 giorni all’Iran (che scadrà domani sera) per raggiungere un accordo, minacciando, appunto, di “scatenare l’inferno” e riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz. Teheran ha respinto il ricatto, dichiarando però di voler aprire il passaggio alle imbarcazioni che trasportano beni essenziali. Il Pakistan sta tentando una mediazione diplomatica per riprendere i negoziati.
Giallo sulle condizioni di Trump Si sono diffuse voci su un presunto ricovero di Trump all’ospedale militare di Bethesda dopo l’annullamento dei suoi impegni pasquali a Mar-a-Lago. Nonostante le smentite della Casa Bianca, l’assenza del Presidente dalle sue consuete attività (come il golf) ha alimentato speculazioni sulla sua salute.
Aggiunge Simoni: ”Nella notte si sono diffuse voci secondo cui Trump sarebbe stato ricoverato presso l’ospedale militare di Bethesda, che da sempre ha in cura i presidenti. Le voci sono state smentite dalla Casa Bianca, ma hanno tratto origine dal fatto che Trump ha annullato i programmi del week-eend e il viaggio programmato alla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, dove aveva intenzione di trascorrere la Pasqua; ieri il presidente non è neanche andato a giocare a golf, come sua abitudine. Falso allarme o c’è qualcosa sotto? Oggi la situazione dovrà chiarirsi per forza”.
Intensificazione delle operazioni militari. In attesa della scadenza dell’ultimatum, gli Stati Uniti hanno intensificato i raid aerei:
- Obiettivi nucleari e industriali: colpite le aree perimetrali della centrale nucleare di Bushehr (portando all’evacuazione del personale russo della Rosatom) e numerosi impianti civili (cementifici, acciaierie e chimici).
- Istruzione: Fonti iraniane denunciano attacchi contro circa trenta università.
Difficoltà sul campo e ricerca dei piloti. Proseguono le difficili operazioni di ricerca per un pilota americano disperso dopo l’abbattimento del suo F-15. La difesa aerea iraniana si è rivelata più efficace del previsto grazie a un nuovo sistema integrato, riuscendo ad abbattere due velivoli (un F-15 e un A-10), mettendo in discussione la supremazia aerea statunitense nell’area.
Escalation regionale. Il conflitto si sta allargando nel Golfo: una nave legata a Israele è stata colpita da droni, mentre frammenti di missili e attacchi diretti hanno causato danni a Dubai (colpito il palazzo di Oracle), in Kuwait (raffinerie) e ad impianti di desalinizzazione.
Il fronte interno e le espulsioni. Parallelamente alle azioni militari, il Dipartimento di Stato americano ha colpito esponenti legati al regime di Teheran residenti negli USA: è stata revocata la Green Card alla nipote di Qasem Soleimani (accusata di sostenere il regime) e alla figlia dell’ex leader Ali Larijani.
5 aprile 2026





