di Elisa Cugliandro
I recenti mondiali indoor di atletica leggera a Torun confermano che l’Italia c’è, eccome. Ora possiamo sognare traguardi importanti per le prossime competizioni all’aperto e, perché no, per le Olimpiadi di Los Angeles.
Torun è stata infatti un’edizione record: 5 medaglie vinte, di cui 3 d’oro. E dire che, prima della pandemia, le spedizioni azzurre facevano molta fatica a imporsi…
Da Tokyo 2021 il movimento è cresciuto in modo importante in tutte le discipline, al di là dei due fenomeni olimpici Tamberi e Jacobs. Stiamo vivendo una sorta di Rinascimento sportivo.
A Torun ha impressionato Zaynab Dosso, diventata campionessa della velocità nei 60 metri chiudendo davanti ad atlete di tutto rispetto, fra cui l’olimpionica Alfred. In semifinale c’era anche un’altra azzurra, Kelly Doualla, che a soli sedici anni è già approdata fra le grandi.
Ci siamo poi imposti nel salto triplo maschile, con Andy Díaz Hernández che ha dominato la gara, dopo i problemi fisici dell’anno scorso.
Il terzo oro azzurro se l’è preso Nadia Battocletti: ormai non è una più sorpresa vederla trionfare, ma lei stessa si è detta sorpresa vincendo una gara di cui non è specialista, i 3000 metri.
Che dire, poi, di Mattia Furlani e Larissa Iapichino? Sono ormai atleti di livello mondiale, pur ancora molto giovani; hanno vinto entrambi l’argento nel salto in lungo, completando così il nostro medagliere.
A Torun sono rimasti lontani dal podio altri grandi atleti azzurri, come Fabbri, Dallavalle e Simonelli, ma li aspettiamo per un pronto riscatto all’aperto.
Abbiamo dunque una generazione di giovani atlete e atleti di livello altissimo, che può crescere ancora e farci sognare.
1 aprile 2026





