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La truffa informatica subita da un ingegnere: “Mi hanno portato via i risparmi di una vita”

Elisa Sola ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui parla di una truffa informatica patita da un ingegnere elettronico, il che lascia esterrefatti perchè la maggior parte dei nostri concittadini non ha sicuramente queste competenze e, conseguentemente, sono ancor più esposti a rischi di questo tipo.

Dice Sola: ”La storia che tormenta un ingegnere, che ora si prepara, con gli avvocati Gianluca Visca e Carlo Tabbia, a intentare una causa civile contro gli istituti di credito che non lo hanno, secondo lui, tutelato, ha una data di inizio. L’ingegnere la ricorda perfettamente: «Era il pomeriggio del 15 marzo 2023. Mi chiamò un addetto della banca Crédit agricole dicendomi, lei ha fatto un bonifico da 50mila euro per comprare un box? Mi accorsi in quel momento che dal mio conto online qualcuno aveva fatto un bonifico al mio posto. E che avevo perso tutti i soldi». Come accerterà l’indagine, qualcuno – che non è mai stato identificato – è riuscito a inserirsi nel conto dell’ingegnere, probabilmente con un trojan nel suo cellulare. Poi, ha fatto un bonifico da 50mila euro. Un complice, l’unico identificato, ha aperto un nuovo conto in BancoPoste. Un’operazione veloce. Dopo avere ricevuto i 50mila euro rubati, con una carta bancomat li ha prelevati tutti”.


Sintesi dell’articolo

Un ingegnere elettronico di 65 anni è stato vittima di una sofisticata truffa informatica che gli ha fatto perdere 50.000 euro, risparmi di una vita.

L’attacco è avvenuto tramite un trojan installato sul cellulare, che ha permesso agli hacker di:

  • accedere al suo conto online,
  • rubare le credenziali,
  • effettuare un bonifico a sua insaputa.

Il denaro è stato trasferito su un conto aperto da un complice e poi prelevato rapidamente in contanti attraverso decine di sportelli bancomat in diverse località, rendendo difficile il recupero.


Esito giudiziario

  • È stato identificato solo l’ultimo anello della catena, accusato di riciclaggio.
  • Ha patteggiato una pena di 1 anno e 9 mesi,senza risarcire la vittima.
  • Il procedimento penale si è quindi chiuso senza restituzione del denaro.

Critiche alle banche

L’ingegnere denuncia gravi mancanze da parte degli istituti di credito:

  • nessun blocco o verifica su un bonifico anomalo (molto più alto del solito),
  • nessuna segnalazione per l’aggiunta di un nuovo numero di telefono al conto,
  • controlli ritenuti insufficienti.

Per questo motivo, sta preparando una causa civile contro le banche.


Il punto centrale

La vicenda mette in luce:

  • la vulnerabilità dei sistemi bancari digitali,
  • la difficoltà nel contrastare le reti di cybercriminali,
  • e un senso di ingiustizia: la vittima perde tutto, mentre i responsabili principali restano ignoti e l’unico colpevole identificato non paga. 31 marzo 2026