L’autrice sostiene che i bonus pubblici dovrebbero essere eliminati perché creano dipendenza dei cittadini dallo Stato e ostacolano la crescita economica. Critica inoltre la scelta del governo di ridurre incentivi già previsti (come Transizione 5.0) per finanziare nuove emergenze, alimentando un meccanismo inefficiente.
Sostiene de Romanis: “I bonus andrebbero eliminati tutti per un motivo molto semplice: trasformano i cittadini in sudditi. E un sistema popolato da sudditi difficilmente cresce perché si crea un legame di dipendenza con il potere decisionale. Chiarito questo aspetto, è necessaria una precisazione di metodo: la loro cancellazione non dovrebbe mai avvenire in modo retroattivo né essere utilizzata come leva per introdurne di nuovi. Altrimenti si innesta un circolo vizioso. Eppure, è esattamente ciò che ha scelto di fare il governo con la riduzione dell’agevolazione destinata alle imprese (Transizione 5.0) – che riceveranno solo il 35 per cento del credito spettante – per finanziare future emergenze. Una simile decisione lascia perplessi perché non fa altro che amplificare gli impatti negativi dei bonus, riassumibili nei seguenti tre punti. I bonus andrebbero eliminati tutti per un motivo molto semplice: trasformano i cittadini in sudditi. E un sistema popolato da sudditi difficilmente cresce perché si crea un legame di dipendenza con il potere decisionale. Chiarito questo aspetto, è necessaria una precisazione di metodo: la loro cancellazione non dovrebbe mai avvenire in modo retroattivo né essere utilizzata come leva per introdurne di nuovi. Altrimenti si innesta un circolo vizioso. Eppure, è esattamente ciò che ha scelto di fare il governo con la riduzione dell’agevolazione destinata alle imprese (Transizione 5.0) – che riceveranno solo il 35 per cento del credito spettante – per finanziare future emergenze. Una simile decisione lascia perplessi perché non fa altro che amplificare gli impatti negativi dei bonus, riassumibili nei seguenti tre punti”.
Individua tre effetti negativi principali:
- “Tassa occulta”: cittadini e imprese sprecano tempo e risorse per ottenere agevolazioni, favorendo i gruppi più forti e aumentando le disuguaglianze.
- Incertezza: la natura temporanea e instabile dei bonus rende difficile pianificare investimenti e scelte familiari.
- Scarso sviluppo: i bonus danno l’illusione di intervento ma producono effetti limitati e temporanei, come dimostrato dal Superbonus 110%, molto costoso per lo Stato.
In conclusione, la politica dei bonus è vista come una mancanza di strategia, basata su emergenze e consenso immediato, mentre servirebbe una gestione più rigorosa delle risorse pubbliche (spending review) per favorire crescita stabile e duratura.
31 marzo 2026





