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Editoriali

Trumpez

Massimo Gramellini ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera in cui prova a spiegare, da par suo, perché, nell’ultima settimana, circa un 10% in più di italiani sia andato a votare influenzando l’esito del referendum. Immagina questo elettore medio (“il Diecipercento”) come disinteressato ai temi tecnici e ai protagonisti del dibattito politico-giudiziario.

Esordisce Gramellini: ”Che cosa sarà mai successo nell’ultima settimana per indurre un 10% in più di italiani ad andare a votare, e a farlo in un certo modo? Proviamo a immaginare questo signor o signora Diecipercento, insensibile al fascino di Gratteri come a quello di Nordio e lestissimo a cambiare canale appena in tv qualche malcapitato accennava alla separazione delle carriere. Ma ecco irrompere in scena lei, la presidente del Consiglio”.

E, provocatoriamente, aggiunge: «Vuoi che l’inquilina di Palazzo Chigi cambi la Costituzione, correndo il rischio di montarsi la testa e magari di cingersela con una corona d’alloro?». E la risposta del signor o signora Diecipercento è stata: NO

Secondo Gramellini, il fattore decisivo è stato l’intervento diretto della premier Giorgia Meloni, che ha cambiato la natura della consultazione: da questione tecnica a scontro personale. In particolare:

  • non ha criticato Donald Trump (descritto ironicamente come “Gengis Trump”), figura poco gradita anche a parte dell’elettorato di destra;
  • ha invece attaccato Fedez, scelta comunicativa giudicata sbagliata e poco efficace sui giovani.

Questo comportamento ha riportato Meloni al centro della scena, trasformando il referendum in un giudizio su di lei. Così, molti elettori hanno votato “NO” non tanto sul merito della riforma, quanto per esprimere diffidenza verso la premier e il rischio di un eccesso di potere.

Conclusione: Gramellini suggerisce, con tono ironico, che Meloni avrebbe fatto meglio a restare defilata e le consiglia in futuro di evitare i “Trumpez” (cioè polemiche e accostamenti comunicativi in stile Trump), che finiscono per danneggiarla.

24 marzo 2026