Bill Emmott ha pubblicato un editoriale su La Stampa in cui affronta il delicatissimo tema del conflitto israelo-amerciano contro l’Iran degli integralisti sciiti che da quasi un cinquantennio governano a Teheran.
Sostiene Emmott: ”Ancora una volta, la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta dimostrando che perfino una cosiddetta superpotenza non è neanche lontanamente potente come sembra. Anche se patiremo tutti le conseguenze politiche ed economiche di questa guerra per i mesi e gli anni a venire, noi piccole potenze europee dovremmo considerare alquanto rassicurante questa ennesima dimostrazione. Con la considerevole eccezione delle armi nucleari, il divario tra ciò che può ottenere una superpotenza e quello che possono fare le cosiddette “medie potenze” più piccole è di gran lunga inferiore a quello che sembra”.
Tesi principale
Le guerre recenti dimostrano che anche le superpotenze militari (come gli Stati Uniti) hanno limiti forti, e che nel lungo periodo strumenti non militari (alleanze, diplomazia, diritto internazionale) sono più efficaci della forza militare pura.
1. Il mito della superpotenza
- Il conflitto con l’Iran mostra che gli USA non sono onnipotenti.
- Anche una potenza con enorme spesa militare fatica a:
- vincere rapidamente
- controllare le conseguenze
- Il divario tra superpotenze e “medie potenze” (come i Paesi europei) è meno grande di quanto sembri.
2. La lezione storica (Vietnam e oltre)
- Dalla Guerra del Vietnam a oggi, la storia insegna che:
- non si può imporre la resa a un popolo determinato
- le popolazioni locali raramente vedono gli invasori come liberatori
- Esempi: Afghanistan, Iraq, Ucraina, Iran
→ Errore ricorrente: sottovalutare la resistenza interna
3. I limiti militari concreti degli USA
- Anche una guerra breve:
- consuma rapidamente risorse e armi
- indebolisce la capacità globale
- Il conflitto con l’Iran ha:
- svuotato scorte di missili
- spostato risorse dall’Asia
- indebolito la deterrenza verso la Cina
- Gli USA non riescono a sostenere più guerre contemporaneamente
4. Due possibili strategie per gli USA
A. Ritirarsi dal ruolo globale
- Ridurre basi e impegni esteri
- Rischi:
- indebolimento della NATO
- concessioni a Russia e Cina
- possibile perdita di Taiwan
B. Rafforzare alleanze e cooperazione (via preferibile)
- Migliorare coordinamento con alleati
- Sfruttare capacità di Paesi come Giappone e Corea del Sud
- Ricostruire un sistema simile a quello della Guerra fredda
5. Il ruolo dell’Europa
- L’Europa ha imparato che deve:
- investire di più nella difesa
- sostenere l’Ucraina
- Ma ha anche un vantaggio:
- esperienza in diplomazia, cooperazione e diritto internazionale
Conclusione
I missili funzionano nel breve periodo, ma non risolvono i conflitti.
Nel lungo periodo, contano di più:
alleanze
diplomazia
istituzioni internazionali
Gli USA dovrebbero “imitare l’Europa”, puntando meno sulla forza militare e più su strumenti politici e cooperativi.
21 marzo 2026





