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Esteri

Ai confini del potere

Carlo Cottarelli ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera e scrive della recente sentenza della Corte Suprema americana sui dazi per riflettere sul delicato equilibrio tra potere esecutivo e giudiziario.

Sostiene Cottarelli: ”La sentenza della Corte Suprema americana sui dazi (è un esempio di chiarezza, semplicità e concisione) ha rilevanti conseguenze economiche e politiche, anche se in parte ancora incerte. Cominciamo con quelle economiche. La Corte ha dichiarato incostituzionali i dazi che Trump ha introdotto ricorrendo a una legge del 1977 (l’ieepa) che dà al presidente il potere di «regolare … le importazioni» in caso di emergenza. La Corte ha concluso che tale generico termine non può includere l’introduzione di tasse sui contribuenti americani, che, senza una delega esplicita, solo il Congresso può approvare. Il che conferma una cosa ovvia: i dazi sono tasse pagate dagli americani, non soldi che fluiscono dal resto del mondo. Questo è vero anche economicamente: diversi studi hanno concluso che chi vende all’america, con poche eccezioni, non ha cambiato i propri prezzi e che, quindi, i dazi sono stati pagati dagli importatori americani”.

1. La bocciatura dei dazi di Trump

La Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali alcuni dazi introdotti da Trump basandosi su una legge del 1977 (l’IEEPA). La motivazione è chiara: il Presidente non può imporre tasse (perché i dazi sono tecnicamente tasse pagate dagli importatori americani) senza una delega esplicita del Congresso.

  • Conseguenza economica: l’incertezza aumenta. Sebbene Trump stia provando a usare altre leggi per mantenere i dazi (come il Trade Act del 1972), questi avranno una durata limitata (5 mesi) a meno di un intervento del Congresso.
  • Crescita USA: Cottarelli osserva che l’economia americana sta rallentando (2,2% nel 2025) e che la ricchezza si sta spostando più verso le imprese che verso le famiglie.

2. Il limite al potere esecutivo

L’aspetto centrale dell’articolo è politico-costituzionale. Trump sostiene la teoria dell’“Esecutivo Unitario”, secondo cui il Presidente dovrebbe avere un controllo quasi assoluto su tutto l’apparato amministrativo e persino sulle istituzioni indipendenti (come la Fed). La Corte Suprema, nonostante la maggioranza dei giudici sia di area repubblicana, ha invece ribadito che:

Il Presidente non può interpretare le leggi a proprio piacimento.

Esistono confini invalicabili che garantiscono la separazione dei poteri.

3. Il parallelo con l’Italia

Cottarelli conclude con un monito rivolto alla situazione politica italiana. Sebbene sia lecito criticare nel merito le decisioni dei magistrati che non convincono il governo, l’autore ritiene pericoloso e “in stile Trump” l’attacco sistematico alla magistratura.

Il messaggio: Interpretare ogni sentenza sgradita come una scelta dettata da motivazioni politiche mina la credibilità della magistratura, che è un pilastro fondamentale per la tenuta di ogni democrazia. La separazione dei poteri va difesa anche quando le decisioni dei giudici complicano l’agenda del governo.

23 febbraio 2026