L’ex commissaria Margrethe Vestager ha un progetto per ricostruire i social media in Europa. E dodici mesi per farlo funzionare
Su sito Wired Margrethe Vestager, ex commissaria europea alla concorrenza ed al digitale, ha parlato a Monaco del progetto Rebuild, una ong con un obiettivo ambizioso: ricostruire in dodici mesi l’eco-sistema europeo delle piattaforme social, riducendo la dipendenza dalle big tech statunitensi e rafforzando la sovranità digitale dell’Unione.
”Ma quante sono le piattaforme sociali in Europa? Forse più di quante immaginate, se considerate l’estensione dell’etichetta (non solo social propriamente detti, 15 le categorie totali). ReBuild le sta censendo e finora nel suo database ne conta 121. Alcune sono note al grande pubblico, come la lituana Vinted per la vendita di usato, e Mastodon ,una dell piste di atterragio degli utenti in fuga da X gestita da una no-profit tedesca. O Meetup, che in Italia o riaccende memorie politiche del Movimento Cinque Stelle delle origini racconta dello sviluppo della società italiana Bending Spoons, che l’ha acquistata nel 2024 e che possiede, tra le app menzionate da ReBuild, anche la tedesca Koomot. O ancora Be-Real , un social network francese ad accesso contingentato. Altri, invece, sono nomi meno abituati a stare sotto i riflettori. Uno degli obiettivi dell’ong è portarceli più spesso”.
Rebuild non guarda solo ai social network tradizionali, ma a un insieme più ampio di piattaforme sociali (dal microblogging al dating, dalla messaggistica agli eventi). L’ong sta mappando l’offerta europea: finora ha censito 121 piattaforme, molte delle quali poco visibili al grande pubblico. Tra le più note figurano Vinted, Mastodon, BeReal e Meetup, oggi di proprietà dell’italiana Bending Spoons.
Secondo Vestager, le piattaforme social sono infrastrutture cruciali per la democrazia: luoghi in cui si forma l’opinione e dove oggi l’Europa è fortemente esposta a influenze esterne. Rebuild nasce in un contesto geopolitico favorevole, segnato dalle tensioni transatlantiche e dalle critiche statunitensi alle regole europee sul digitale, che Vestager stessa ha contribuito a costruire e che hanno colpito colossi come Meta, Google e Apple.
Secondo Vestager, le piattaforme social sono infrastrutture cruciali per la democrazia: luoghi in cui si forma l’opinione pubblica e dove oggi l’Europa è fortemente esposta a influenze esterne. Rebuild nasce in un contesto geopolitico favorevole, segnato dalle tensioni transatlantiche e dalle critiche statunitensi alle regole europee sul digitale, che Vestager stessa ha contribuito a costruire e che hanno colpito colossi come Meta, Google e Apple.
Il progetto non finanzierà direttamente le startup, ma farà da catalizzatore: visibilità alle piattaforme europee, eventi di networking (il primo a Copenaghen), dialogo con venture capital – soprattutto nordici – e sostegno alla nascita di un’associazione industriale europea del settore. Tutto il lavoro svolto sarà reso open source al termine del programma, che si chiuderà il 15 dicembre 2026.
Vestager sostiene che investire nei social media europei è una priorità strategica paragonabile – se non superiore – alla difesa militare, perché società manipolabili dall’interno sono fragili anche sul piano geopolitico. Il futuro, conclude, potrebbe non essere una nuova Facebook: la tendenza va verso la disaggregazione e verso piattaforme diverse, pluralistiche e radicate in valori europei.
22 febbraio 2026





