Ecco una sintesi strutturata dell’articolo recentemente pubblicato sul sito, che analizza la trasformazione della RAI nel triennio 2023-2026.
Sintesi: la RAI sotto il governo Meloni (“TeleMeloni”)
Il panorama del servizio pubblico radiotelevisivo italiano ha subito una profonda metamorfosi, caratterizzata da un cambio radicale della governance e della linea editoriale. Il termine “TeleMeloni”, coniato dai critici, riassume il dibattito sulla presunta perdita di indipendenza dell’emittente a favore dell’esecutivo.
I pilastri del cambiamento
Risanare l’indebitamento aziendale.
Nuovo assetto di potere: il rinnovamento è partito dai vertici, con la nomina di figure chiave vicine alla coalizione di centrodestra in posizioni apicali (a parte la battaglia del presidente che non riesce a vedere la ucee nelle direzioni dei telegiornali.
Contenuti e volti: la ristrutturazione non è stata solo burocratica ma d’immagine. Si è assistito all’uscita di scena di conduttori storici e all’ingresso di nuovi volti, segnando una netta discontinuità con le gestioni precedenti.
Obiettivi dichiarati dal governo: Giorgia Meloni rivendica queste scelte come necessarie per:
Ristabilire un pluralismo che, a suo dire, mancava in passato.
Migliorare l’efficienza del servizio pubblico.
Ecco che, invece, la Rai si trova nel pantano della nomina del suo presidente! Non riesce ancora a sceglierlo per i veti incrociati ed è allo sbando, facile preda di Tele Meloni che, impadronitasi del microfono, imperversa sui vari canali. FdI si è impadronita della Rai.
Negli anni scorsi i nostri politici strillavano chiedendosi:
In Rai serve un presidente indipendente da tutti i partiti (Massimo D’Alema, 2002)
Ci vuole una Rai più autonoma dai partiti (Piero Fassino, 2003)
La Rai deve essere fuori dalle logiche di lottizzazione (Gianni Alemanno, 2006)
La Rai non è e non deve diventare proprietà privata di un governo, se no è regime (Guido Crosetto, 2006)
La Rai deve essere la casa di tutti e non di chi ha vinto le elezioni, la politica faccia un passo indietro (Dario Franceschini, 2006)
Bisogna eliminare la lottizzazione in Rai (Clemente Mastella, 2007)
Bisogna andare nella direzione della fuoriuscita dei partiti dalla Rai (Walter Veltroni, 2008)
Cambiamo le regole, basta con la Rai occupata dai politici (Antonio Di Pietro, 2008)
Presenteremo presto una proposta di legge per lasciare i partiti fuori dalla Rai (Pierluigi Bersani, 2010)
Fuori i partiti dalla Rai (Gianfranco Fini, 2010)
Serve una svolta con la fuoriuscita dei partiti dalla Rai (Italo Bocchino, 2012)
C’è bisogno di un intervento che riduca la presenza in Rai dei partiti (Paolo Gentiloni, 2012)
La Rai deve riformarsi: via i partiti (Beppe Grillo, 2014)
Evitiamo di mettere i partiti dentro la Rai (Matteo Renzi, 2015)
Per cambiare le cose in Rai bisogna cacciare i partiti (Luigi Di Maio, 2015)
Cacciare i partiti (Luigi Di Maio, 2015)
La politica resti fuori dalla Rai (Roberto Fico, 2018)
Per la Rai cerchiamo persone sganciate dalle logiche di partito (Matteo Salvini, 2018)
Questo è il momento giusto per riformare la Rai e sottrarla alle ingerenze della politica (Giuseppe Conte, 2021)
Abbiamo la sistematica occupazione della Rai (Giorgia Meloni, 2016)
Che magnifica armonia!
Mattia Feltri – La Stampa – 16 maggio 2023





