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Economia

La Fed è indipendente, lo ha capito anche Trump

Da oltre un anno il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump sta tempestando la Banca Centrale americana con pressanti richieste di riduzione immediata del costo del denaro con la diminuzione dei tassi di interesse e questo per sostenere la competitività delle imprese americane. Ma la Fed è indipendente (ed è giusto che sia così). I banchieri centrali tendono a orientarsi sui dati economici piuttosto che sulle pressioni politiche.  Sappia Trump che anche con un diverso presidente della Federal reserve, la reazione dei mercati resta vincolata alla fiducia nella credibilità della banca centrale.

Può l’Europa reagire agli “sconquassi” di Trump?

L’Unione Europea può reagire e difendere i propri interessi economici, ma non necessariamente attraverso “ricatti” sul debito degli Stati Uniti. Le principali vie sono:

a. Politica commerciale e regole internazionali

– L’UE può usare strumenti della World Trade Organization (WTO) per contestare dazi unilaterali.

– Può applicare dazi di ritorsione nei confronti di beni USA che violano le norme del commercio internazionale.

b. Coordinamento con altri partner

Una risposta più efficace è possibile coordinandosi con altri detentori di debito o partner economici (es. Giappone, Canada).

c. Diversificazione finanziaria

L’Europa può diversificare le proprie riserve, investimenti e strumenti finanziari per non dipendere eccessivamente dai Treasury.

In sintesi

– L’Europa detiene una parte significativa del debito pubblico USA, ma è solo una componente di un mercato globale di Treasury molto vasto.

– Questo dà una certa influenza economica, ma non un potere diretto di controllo o di imposizione unilaterale su Washington. 

– La nomina del futuro governatore della Fed può modificare l’orientamento della politica monetaria USA, ma la banca centrale rimane in gran parte indipendente.

– L’Europa può reagire alle tensioni commerciali attraverso strumenti multilaterali e di politica commerciale, più che attraverso minacce sui titoli di debito.

I Treasury USA sono, concretamente, uno strumento di politica economica internazionale e sono centrali nei rapporti finanziari globali.

I titoli di Stato americani sono considerati tra gli asset più sicuri al mondo e attirano capitali da tutto il globo. Per questo:

L’Europa e altri creditori stranieri possono teoricamente influenzare i mercati, ad esempio vendendo una parte dei Treasury (come ha fatto la Danimarca quando è esplosa la questione Groenlandia con il presidente Usa che voleva mangiarsela) o spostando investimenti — e ciò potrebbe far aumentare i rendimenti e indebolire i prezzi dei titoli.

Un divieto o una forte vendita coordinata di titoli USA da parte dell’Europa è difficile da realizzare senza creare un boomerang per i detentori stessi (perché anche l’Europa rischierebbe perdite e instabilità finanziaria). 

– I mercati di Treasury sono molto liquidi e includono tante altre controparti globali; pertanto l’influenza di un singolo gruppo di creditori è limitata.

17 febbraio 2026

2. Continua