Massimo Gaggi ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui descrive un momento di forte tensione tra Donald Trump e il mondo dei sondaggi, segnato da una decisione storica e da dati di popolarità in netto calo.
‘Scrive Gaggi: ”Gallup, il più autorevole sondaggista d’America, non pubblicherà più il Presidential Approval Rating, da 88 anni barometro della popolarità dei presidenti. Nel 2025 aveva registrato la caduta di quella di Donald Trump: giudizi positivi passati dal 47% di gennaio al 36% di dicembre. Le rilevazioni, si sa, sono il nervo scoperto di The Donald che minaccia addirittura di allargare la sua causa miliardaria contro il New York Times ai sondaggi pubblicati dal quotidiano. Ma Gallup assicura che la Casa Bianca non c’entra con la sua decisione: solo «evoluzione dei nostri criteri di ricerca», niente più popolarità di singole figure politiche. Dati, del resto, sempre variabili. Basti pensare a Truman (si insediò con un indice di gradimento 87 e finì a 22) o a George Bush: record storico, 90% dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, poi scivolato al 25%”.
Ecco i punti chiave della vicenda:
L’addio di Gallup ai Presidential approval ratings
Dopo 88 anni, Gallup, il più autorevole istituto demoscopico statunitense, ha deciso di smettere di pubblicare l’indice di gradimento presidenziale.
- La motivazione ufficiale: evoluzione dei criteri di ricerca; l’istituto non valuterà più singole figure politiche.
- Il contesto: la decisione arriva dopo che nel 2025 il gradimento di Trump è crollato dal 47% al 36%. Nonostante le minacce legali del presidente contro i media (come il New York Times) per la pubblicazione di dati simili, Gallup nega qualsiasi pressione da parte della Casa Bianca.
Il confronto con il passato
L’articolo ricorda come la popolarità dei presidenti sia storicamente volatile, citando casi estremi che ridimensionano l’importanza del dato istantaneo:
- Truman: Passato dall’87% al 22%.
- George W. Bush: Record storico del 90% (post 11 settembre), crollato poi al 25%.
Il “sorpasso da incubo”
Nonostante il passo indietro di Gallup, altri sondaggi (YouGov, Harris, Rasmussen) concordano su un dato politico pesante: la maggioranza degli americani ritiene che Trump stia governando peggio di Joe Biden. Persino Rasmussen, solitamente vicino alle posizioni repubblicane, registra un distacco netto (48% contro 40% a favore della gestione Biden).
Le cause del malcontento
Gaggi individua diversi fattori che stanno erodendo la base elettorale di Trump:
- Economia: La promessa di una “nuova età dell’oro” non si è tradotta in benefici reali per il ceto medio.
- Immigrazione: La linea dura dell’ICE (l’agenzia per l’immigrazione) sta irritando i moderati e, soprattutto, gli ispanici. Molti elettori di origine latina che avevano votato Trump nel 2024 sono delusi: si aspettavano l’espulsione dei criminali, ma assistono a maltrattamenti generalizzati (solo il 14% degli arrestati ha precedenti violenti).
- Perdita di nicchie chiave: * Agricoltori: Colpiti dagli effetti dei dazi.
- Sostenitori delle armi: Furiosi per le critiche di Trump ai manifestanti armati.
- Investitori in Cripto: Delusi dopo il crollo del settore seguito a un iniziale sostegno del Presidente.





