Stefano Cingolani ha pubblicato su Il Foglio un articolo in cui parla delle trame, dei misteri e delle ascese di una delle dinastie più potenti della storia, tra cronaca nera e alta finanza.
Scrive Cingolani: ”Come è possibile che Jeffrey Epstein si sia infiltrato nella blindatissima casa dei Rothschild? Analisi, ricostruzioni, sospetti e pettegolezzi fioccano come la neve in Groenlandia. C’è di mezzo l’ambizione di una ricca vedova, ci sono trame spionistiche trasversali, c’è la spregiudicatezza di un underdog, lui sì, arrivato a mettere in difficoltà la dinastia dello scudo rosso, il “Roten Schild”, nome, adottato dal capostipite Mayer Amschel, della bottega di cambiavalute nella Judengasse di Francoforte alla metà del ’700. “Il denaro è il dio dei nostri tempi e Rothschild è il suo profeta”, diceva il grande poeta tedesco Heinrich Heine che non si può certo considerare, lui ebreo, un antisemita. Semmai era debitore inveterato di James (nato Jacob), nonché ospite assiduo dei grandi banchetti che il banchiere offriva nella sua dimora parigina, la “Versailles della plutocrazia”, pigolava il solito Heine. A quel tempo i Rothschild tenevano in portafoglio le monarchie d’europa, la loro ricchezza in rapporto a quella mondiale era superiore a quella di oggi di Bill Gates o Elon Musk. Ma non regnava la concordia tra i rami della grande quercia dagli zecchini d’oro. I Rothschild di Francia guardavano con spocchia i cugini londinesi. Betty, la moglie di James, la si può ammirare nello splendido ritratto di Ingres. Con Luigi Filippo erano al vertice di un’aristocrazia del denaro che anno dopo anno spiazzava la parruccona aristocrazia di cappa e di spada, sfidando anche quell’antisemitismo che a Parigi imperversava. A Londra, dove un ebreo come Benjamin Disraeli era diventato primo ministro, il ramo inglese aveva stretto un patto con i conservatori. Nathaniel aveva finanziato Wellington contro Napoleone e cent’anni dopo i Rothschild saranno tra i principali beneficiari delle privatizzazioni decise dalla signora Thatcher. Invece in Francia, dove avevano sostenuto Georges Pompidou che aveva lavorato nella loro boutique finanziaria (come poi Emmanuel Macron), i banchieri venivano espropriati dalla gauche al potere guidata da François Mitterrand”.
Il caso Epstein e la “breccia” nei Rothschild
L’articolo si apre con un interrogativo: come ha fatto Jeffrey Epstein a infiltrarsi nella blindatissima famiglia Rothschild? La figura chiave è Ariane Langner, vedova di Benjamin de Rothschild (ramo svizzero).
- L’accordo: nel 2015, la banca svizzera del gruppo era nel mirino del Dipartimento di Giustizia USA. Epstein facilitò un contatto con l’amministrazione Obama, risolvendo la contesa con una transazione da 45 milioni di dollari.
- Il compenso: Epstein ottenne 25 milioni di dollari per la sua mediazione, espandendo la sua influenza e alimentando le tensioni tra i vari rami della famiglia, già divisi sull’uso del prestigioso cognome.
Il giallo di Amschel Mayer Rothschild
L’8 luglio 1996, il corpo di Amschel Mayer, erede del ramo britannico, fu trovato senza vita in una suite dell’hotel Bristol a Parigi.
- L’anomalia: sebbene archiviato come suicidio (per impiccagione con la cintura dell’accappatoio), molti dubbi rimasero irrisolti, inclusa la fragilità del supporto a cui era legata la cintura.
- Il contesto: Amschel, più appassionato di agricoltura e corse che di finanza, subiva la pressione della successione e l’ascesa del cugino francese David. Si ipotizza che il silenzio mediatico sull’evento sia stato favorito da pressioni di alti livelli (incluso Rupert Murdoch).
La Strategia di David: Riunire l’Impero
Il barone David de Rothschild, capo del ramo francese, è il protagonista della rinascita dinastica dopo le nazionalizzazioni di Mitterrand degli anni ’80.
- L’obiettivo: superare le divisioni storiche tra i rami di Parigi, Londra e Zurigo per creare un colosso mondiale capace di competere con le banche d’affari americane.
- Il successo: nel 2003, David riesce a consolidare le attività francesi e inglesi sotto la holding Concordia, diventando il volto unitario della famiglia e invertendo la tendenza alla dispersione voluta dai precedenti passaggi generazionali.
Potere, politica e fake News
L’articolo evidenzia il legame viscerale tra i Rothschild e il potere politico:
- In Francia: la banca ha “allevato” figure come Georges Pompidou e, più recentemente, Emmanuel Macron.
- Le ombre russe: Cingolani cita l’agenzia Viginum, che ha individuato operazioni di disinformazione russe (Storm-1516) volte a colpire Macron attraverso false notizie su presunti legami scabrosi con Epstein e i Rothschild.
In sintesi: la storia dei Rothschild oggi è un mix di pragmatismo finanziario (la riunificazione sotto David) e zone d’ombra inquietanti (il “suicidio” di Amschel e le infiltrazioni di figure come Epstein), confermando il vecchio adagio per cui “chi dice Rothschild dice mistero”.
15 febbraio 2026





