Francesca Basso ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui analizza il ruolo centrale di Mario Draghi ed Enrico Letta nel vertice informale dei leader UE al castello di Alden Biesen. I due ex premier italiani sono chiamati a dare una “sveglia” all’Europa per trasformarla da semplice mercato a vera potenza geo-economica.
Scrive la Basso: ”Domani entrambi parteciperanno al ritiro dei leader Ue al castello di Alden Biesen, un’ottantina di chilometri a est di Bruxelles, dedicato alla competitività. Mario Draghi interverrà nella prima sessione del mattino, dopo il discorso della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Discorso che non si iscrive solo nell’etichetta istituzionale, perché le misure sulla competitività — più che in altri ambiti — prevedono un ruolo centrale dell’eurocamera: molte decisioni saranno adottate con l’iter legislativo tradizionale in cui i due colegislatori, Consiglio e Parlamento, sono protagonisti. L’ex presidente della Bce parteciperà alla discussione sull’impatto del nuovo contesto geopolitico e geoeconomico sulla competitività dell’ue, legato all’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, che ha stravolto le relazioni transatlantiche. È probabile che Draghi sferzi ancora una volta l’ue perché decida se rimanere un grande mercato o diventare una «potenza» per non restare schiacciata tra Stati Uniti e Cina. Rilanciare la competitività è una strada verso una maggiore indipendenza, da raggiungere attraverso più integrazione anche con la cooperazione rafforzata prevista dai Trattati, il suo ormai famoso «federalismo pragmatico». Poi a pranzo i leader Ue continueranno il confronto da soli”.
Ecco i punti salienti della sintesi:
1. Il ruolo di “sferzatori” dell’Europa
L’UE si trova a un bivio critico, esasperato dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. La presenza di Draghi e Letta serve a superare le “posizioni nazionali tradizionali” dei 27 Stati membri, introducendo una visione più audace e integrata per non restare schiacciati nel duopolio USA-Cina.
2. Mario Draghi: Il “federalismo pragmatico”
Intervenendo sull’impatto del nuovo contesto geopolitico, Draghi spinge per:
- Indipendenza strategica: rilanciare la competitività come strumento di autonomia.
- Integrazione differenziata: utilizzare le “cooperazioni rafforzate” (gruppi di paesi che procedono più velocemente) se l’unanimità dei 27 blocca il progresso.
- Investimenti comuni: proporre soluzioni ambiziose come la creazione di un safe asset europeo tramite debito comune (tema ancora divisivo tra i governi).
3. Enrico Letta: misure concrete per le imprese
Letta si concentra sulla modernizzazione del Mercato Unico con proposte operative immediate:
- Il 28° regime giuridico: un quadro normativo unico per startup e scale-up che permetta di operare in tutta l’UE in soli due giorni, facilitando le attività transfrontaliere.
- Integrazione entro il 2028: completare il mercato interno e adottare il Digital Networks Act per ammodernare le reti digitali.
- Semplificazione: preferire i regolamenti (immediatamente applicabili) alle direttive (che richiedono tempi di recepimento nazionali) per garantire parità di condizioni.
4. L’obiettivo del vertice
Non si tratta di una semplice rilettura dei loro rapporti (già noti), ma di un confronto diretto per trasformare quelle analisi in scelte politiche urgenti. Il coinvolgimento del Parlamento Europeo, rappresentato da Roberta Metsola, sottolinea che molte di queste riforme richiederanno il tradizionale iter legislativo comunitario per diventare realtà.
11 febbraio 2026





