Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Curiosità

Trump in Paradiso

Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un delizioso articolo in scrive del presidente degli Stati Uniti che, appisolato, sogna, sogna, sogna che un giorno (molto lontano) andrà in Paradiso.

Gramellini usa l’ironia per raccontare come Donald Trump, fermandosi a sonnecchiare in pubblico, possa immaginare di domandarsi e rispondersi da solo se “andrò in Paradiso?” — e naturalmente conclude che sì, ci andrà. La sua sicurezza di sé è descritta con un tono esilarante: Trump si auto-attribuisce un posto nei cieli come se fosse un premio dovuto, dopo aver mancato, secondo lui, perfino il Nobel.

Ironizza Gramellini: ”Resta da capire per quali meriti Trump si sia autoassegnato una suite ai piani celesti. «Grazie a me la religione non è mai stata così sexy». Ah, ecco. Non meno sorprendente è la prova addotta per certificare il suo contributo alla causa della fede: «Da quando sono tornato alla Casa Bianca, in America si sono vendute più Bibbie che nei cent’anni precedenti». Nemmeno lo assale il dubbio che potrebbero essere stati i suoi avversari a comprarle, per cercare fra le piaghe d’Egitto una che gli assomigliasse. Ma Trump ha una tale considerazione di sé stesso da avere applicato alla giustizia divina lo stesso metro che adotta con quella umana: giudicarsi da solo”.

L’articolo prende in giro il modo in cui Trump interpreta la religione come qualcosa che lo riguarda personalmente: dice di aver reso la fede “più sexy” e sostiene che da quando è tornato alla Casa Bianca si vendano negli USA più Bibbie che nel secolo precedente. Gramellini osserva che non gli passa per la testa che quei dati possano essere letti in altri modi (ad esempio come reazione dei suoi avversari).

Questa auto-attribuzione dei meriti, nota Gramellini, è simile a come Trump si giudica e si assolve da solo anche nella giustizia umana, applicando lo stesso metro a quella divina. La conclusione, ironica e tagliente, rimanda a una citazione spiritosa su Mark Twain: forse, in certi casi, non è così male preferire l’inferno alla compagnia che si troverebbe in Paradiso.

6 febbraio 2026