Marco Bresolin ha pubblicato, su La Stampa, un articolo in cui analizza la necessità per l’Unione Europea di passare dalle parole ai fatti riguardo all’“autonomia strategica”, un’esigenza resa ancora più urgente dalle incertezze nelle relazioni transatlantiche con gli Stati Uniti.
Scrive Bresolin: «Due sono gli aspetti che portano inevitabilmente a due nomi, entrambi italiani: quello di Enrico Letta e quello di Mario Draghi, autori dei due rapporti che Ursula von der Leyen ha deciso di usare come bussola per orientare l’azione della Commissione europea nel suo secondo mandato, ma che sin qui non sono stati ancora “messi a terra” anche a causa delle resistenze emerse. Tra i governi e all’interno dell’Europarlamento. E ora, con l’Ue che si appresta ad affrontare le relazioni transatlantiche con un nuovo approccio, fonti diplomatiche spiegano che è arrivato il momento di trovare alcune risposte e: «Dobbiamo chiederci se è sufficiente accelerare l’attuazione dei due report oppure se, alla luce delle incertezze legate al nostro partner americano, è necessario correggere la rotta ed eventualmente decidere in quale direzione».
I punti chiave sono:
- La “Bussola” di Letta e Draghi: Ursula von der Leyen ha adottato i rapporti di Enrico Letta (mercato unico) e Mario Draghi (competitività) come linee guida per il suo secondo mandato. Tuttavia, la loro attuazione è frenata da resistenze politiche tra i governi nazionali e l’Europarlamento.
- Riduzione delle dipendenze: Il 12 febbraio i leader UE si riuniranno ad Alden Biesen per discutere come ridurre sistematicamente la dipendenza dagli USA nei settori della Difesa, tecnologia e competitività.
- Il nodo Energia: Dopo essersi affrancata dal gas russo, l’Europa è diventata fortemente dipendente dal GNL americano. Gli impegni presi (750 miliardi di dollari in acquisti energetici dagli USA) sono visti da molti come un rischio strategico che richiede una correzione di rotta.
- Prossime tappe legislative: La Commissione ha in programma tre pacchetti chiave per marzo:
- Energia (10 marzo).
- Sovranità tecnologica (24 marzo).
- Il “28° regime” di Letta (18 marzo): la creazione di un nuovo tipo di società europea (“EU.Inc”) con regole uniformi per superare le frammentazioni nazionali, sebbene i governi siano ancora restii.
- Finanziamenti e Burocrazia: Business Europe sottolinea l’urgenza di ridurre la burocrazia per restare competitivi. Resta però aperto il grande dilemma sollevato da Draghi: come finanziare gli investimenti necessari. Il debito comune rimane un tabù per molti Stati, nonostante l’eccezione fatta recentemente per i bond destinati all’Ucraina.
In sintesi, l’articolo evidenzia il paradosso di un’Europa che ha le ricette per il rilancio (i piani Letta e Draghi) ma fatica a trovare il consenso politico e le risorse finanziarie per attuarle, mentre il contesto globale impone una velocità maggiore.
24 gennaio 2026





