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Editoriali

Stivaletti e stivaloni

Mattia Feltri ha pubblicato un articolo su La Stampa in cui riflette sull’emergere di uno spazio politico alla destra di Giorgia Meloni, popolato da esponenti ancora marginali ma molto radicali, che vorrebbero una premier davvero anti-Ue, anti-euro, anti-immigrazione e filoputiniana.

Afferma Feltri: ”Si apre, da lei temutissimo, uno spazio alla destra di Giorgia Meloni, che è ancora piccino picciò ma popolato di gente alquanto nervosa, perché vorrebbe una premier secondo promesse: nemica dell’Ue, dell’euro, dei mercati, delle banche, dell’immigrazione – ma per davvero – e amica di Trump e Putin – e per davverissimo. A noi dell’informazione si presenta una banale questione lessicale: come chiamare costoro, se prendessero consistenza? Destra estrema: già visto. Ultradestra: già fatto

Feltri ironizza sul problema dell’informazione: come chiamare questi nuovi estremisti? Le etichette tradizionali (ultradestra, neonazisti, fascisti) sono già inflazionate o usate impropriamente. Ripercorre così la storia recente in cui anche figure centriste o moderate come Fanfani, Craxi, Berlusconi e ora Meloni sono stati tacciati di “fascismo”.

Il rischio, secondo Feltri, è che a forza di gridare al fascismo per decenni, senza trovarne uno vero, si sia spostata troppo in là l’asticella. Così, quando arriverà qualcuno che fascista lo è davvero, non sapremo più come chiamarlo, né forse riconoscerlo subito.

20 gennaio 2026