Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui parla della censura del Simposio di Platone all’università pubblica del Texas, guidata dalla destra trumpiana, che ha già oltrepassato molti limiti – come la creazione di una polizia privata da parte di Trump o le sue minacce surreali, tipo invadere la Groenlandia. E questo è un fatto grave ma ormai non più sorprendente, visto il clima culturale negli Stati Uniti. Gramellini riflette con amarezza – ma anche ironia – sulla notizia di questa censura
Afferma Gramellini: ”La notizia che il rettore della più grande università pubblica del Texas ha censurato il Simposio di Platone mi addolora, ma non mi stupisce. Intanto perché l’asticella dello stupore si è alzata moltissimo: se ancora un paio di anni fa ci avessero detto che un presidente degli Stati Uniti si sarebbe munito di un corpo di polizia privata — le famose Trumptruppen — o che avrebbe minacciato di invadere la Groenlandia, ci saremmo sganasciati dal ridere“.
Il Simposio, dice Gramellini, è un testo rivoluzionario: celebra la forza dell’amore e l’uguaglianza tra amori eterosessuali e omosessuali. Per questo, è naturale che sia diventato un bersaglio di chi oggi ha paura del pensiero libero e della complessità.
Infine, con sarcasmo, l’autore sottolinea che Trump forse non conosce Platone, né Giulio Cesare o Alessandro Magno – e meno ne sa, meglio è. Se scoprisse che erano bisessuali, potrebbe voler “bombardare l’Acropoli”.
In sintesi: un attacco al cuore della cultura occidentale da parte di un potere che teme la libertà del pensiero e dell’amore.
16 gennaio 2026





