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Esteri

Trump e il diritto internazionale

Ogni giorno ha la sua pena! Ogni giorno ci aspettiamo qualche nuova perla dal cilindro trumpiano. E puntualmente saltano fuori altre pretese. Queste le ultime parole di Trump che sconcertano un po’ tutti, anche a sua base elettorale: ”Non ho bisogno del diritto internazionale. Non ho intenzione di fare male a nessuno“. Ma come è possibile accettare supinamente simili affermazioni? Il mondo occidentale, l’Unione Europea in primis devono ribellarsi. Nessuno statista (ma Trump non lo è, questo è certo, ha giganteschi problemi nel suo Paese, come insegnano i recenti fatti di Minneapolis) ha il diritto di esprimersi in questo modo barbaro. Donald parla come un imprenditore-prenditore, come una persona assolutamente priva di scrupoli che pretende di usare la forza, di minacciare un po’ tutti e di servirsi del suo apparato militare per raggiungere i suoi obiettivi.

“Avere la proprietà” della Groenlandia è “molto importante”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al New York Times. A chi gli chiedeva perché avesse bisogno di possedere l’isola, il presidente ha risposto: “Credo che sia psicologicamente necessario per il successo. Penso che la proprietà ti dà qualcosa che non si può ottenere con un semplice contratto di locazione. La proprietà offre elementi che non si possono avere semplicemente firmando un documento“.

Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al New York Times, sottolineando che il suo potere di commander-in-chief è limitato solo dalla sua “stessa moralità”.  Sono frasi di una pericolosità pazzesca. Una persona di normale equilibrio ed intelligenza può dedurre, a questo punto, che la Cina può tranquillamente prendersi Taiwan, gli Stati Uniti la Groenlandia, il Canada e il Messico, la Russia di Putin può prendersi l’Ucraina, la Polonia, l’Estonia, la Lituania, la Lettonia, la Finlandia, la Moldavia e così via. Ma che mondo è questo? Perchè l’Onu è silente? Non bisogna avere timore di schierarsi contro queste derive autoritarie.

Dichiarazioni come quella di Donald Trump sono molto pericolose, perché minano alla radice il principio del diritto internazionale, che serve proprio a evitare che la legge del più forte prevalga. Se un leader dice di non avere bisogno di regole comuni, ma solo della sua “moralità”, autorizza implicitamente ogni altro Stato potente a fare lo stesso, aprendo la strada all’anarchia globale.

Si ha ragione di chiedersi dove sia finita l’ONU. Il problema è che l’ONU è ostaggio dei veti incrociati tra le potenze del Consiglio di Sicurezza, che impediscono decisioni concrete proprio nei casi più gravi. È una crisi strutturale, aggravata dalla mancanza di volontà politica degli Stati membri di riformare seriamente il sistema.

Schierarsi è importante, oggi più che mai. Non si può restare neutrali di fronte a chi disprezza il diritto internazionale: il silenzio e l’indifferenza diventano complicità. Servono leadership coraggiose, movimenti civici consapevoli e un’opinione pubblica vigile.

Si scrive sul sito dell’Ansa che: ”la Nato sta valutando una missione speciale congiunta in Groenlandia per placare Donald Trump. Lo scrive il quotidiano danese Nos. Nella riunione settimanale dei 32 ambasciatori dell’Alleanza è emerso che tutti i Paesi auspicano un ruolo più incisivo per l’Alleanza nell’Artico. Diversi membri hanno proposto una nuova missione Nato nella zona. Ciò rafforzerebbe significativamente la difesa dell’Artico. E soprattutto, si tratterebbe di uno sforzo congiunto, che includerebbe anche gli Stati Uniti, l’alleato più importante, e che allevierebbe almeno temporaneamente la tensione più acuta“.

Quali le frasi di Donald Trump che più sconvolgono il mondo? Può ignorare il diritto internazionale? Un uomo che aspira al premio Nobel per la pace può cambiare il nome di un suo ministero nel ministero della guerra? Cambiare il nome del Golfo del Messico? Pretendere di annettersi il Canada, la Groenlandia, riprendersi lo stretto di Panama, catturare il presidente-dittatore del Venezuela, minacciare Cuba, bombardare un sito iraniano, ecc.?

Trump ha recentemente minacciato azioni militari “molto forti” contro l’Iran se il regime dovesse procedere con esecuzioni di manifestanti.Impatto geopolitico:

  • Parole di questo tipo, senza mediazione diplomatica e senza consenso internazionale o mandato ONU, mettono in tensione il sistema multilaterale e aumentano il rischio di escalation.

5. Critiche approfondite da leader e analisti internazionali
Figure come il direttore di Chatham House hanno dichiarato che l’azione di Trump sta minando l’alleanza occidentale, indebolendo norme e regole condivise, e rendendo necessario che Paesi come il Regno Unito si dotino di politiche estere più autonome.


Posizioni di politica estera concrete e controversie collegate
Oltre alle dichiarazioni, l’amministrazione ha:

  • Ritirato gli USA dai trattati ambientali fondamentali (UNFCCC) e da decine di organismi globali, diminuendo l’impegno multilaterale.
  • Adottato un approccio più aggressivo e unilaterale verso paesi come Venezuela.
  • Presentato minacce e pressioni su una serie di Stati senza un quadro di cooperazione internazionale.

Risposte e critiche internazionali
Molti osservatori, diplomatici e istituzioni internazionali non hanno taciuto:

  • Leader religiosi e moralisti (come il Papa) hanno criticato la “diplomazia basata sulla forza” e sottolineato l’importanza del diritto umanitario e della cooperazione.
  • Alcuni analisti definiscono la retorica e l’azione di Trump come un ritorno a un mondo dove prevalgono le regole del più forte, piuttosto che norme condivise.

Il quadro di fondo: diritto internazionale vs. potere unilaterale

La dichiarazione più incisiva — «Non ho bisogno del diritto internazionale» — non significa letteralmente che Trump non rispetterà mai un accordo; però indica una visione politica radicalmente diversa da quella che ha guidato la costruzione del sistema internazionale dopo la Seconda guerra mondiale. Un ordine basato su trattati, tribunali internazionali e cooperazione multilaterale è concepito per essere vincolante per tutti i membri. Quando un capo di Stato afferma che si affida solo alla propria “moralità” o al proprio giudizio, si riapre la porta a un mondo in cui la forza conta più delle norme.


In sintesi
Le frasi e posizioni di Trump che più scuotono il mondo oggi includono:

  • La negazione del bisogno di diritto internazionale come vincolo reale.
  • La rivendicazione personale del limite morale come unica restrizione al suo potere.
  • La rivendicazione personale del limite morale come unica restrizione al suo potere.
  • Dichiarazioni esplicite su territori e politica estera unilateralista (Groenlandia, Venezuela, Iran ecc.).
  • Ritirate da trattati internazionali e organismi multilaterali, che erodono le basi del sistema cooperativo globale.

Queste posizioni non solo preoccupano governi e opinione pubblica, ma stimolano anche un dibattito urgente su come difendere il diritto internazionale, la cooperazione e l’equilibrio geopolitico nel futuro.
Negli ultimi giorni l’amministrazione Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti da ben 66 organizzazioni internazionali, comprese oltre 30 agenzie e organismi collegati all’ONU, nonché dall’accordo quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC), fondamentale per gli impegni globali sul clima.

📌 Conseguenze potenziali:

  • Questo indebolisce la cooperazione multilaterale su clima, ambiente, diritti umani, sviluppo e governance globale.
  • Riduce l’influenza USA nelle norme internazionali, lasciando spazio ad altri attori come Cina e Russia.

🌨️ 3. Dichiarazioni su Groenlandia e territori
Trump ha fatto dichiarazioni molto forti sull’idea di «acquisire» territorialmente la Groenlandia, ritenendola strategicamente importante e parlando di “proprietà” piuttosto che di cooperazione o alleanza. [4]

Perché è allarmante:

  • Anche se presentata come idea, l’espressione supera i toni diplomatici tradizionali e si avvicina a una retorica di possesso territoriale.
  • Storici e analisti sottolineano che non ci sono basi legali o giuridiche per una tale pretesa. [5]

4. Minacce di azioni militari contro Stati stranieri
Ecco una analisi delle frasi e delle posizioni di Donald Trump che più stanno sconvolgendo osservatori, diplomatici e commentatori internazionali, basata su dichiarazioni recenti e ampiamente riportate dai media:


1. «Non ho bisogno del diritto internazionale»
Una delle sue frasi più clamorose e contestate:

“Non ho bisogno del diritto internazionale. L’unica cosa che può fermarmi è la mia moralità.”
Ha dichiarato in un’intervista al New York Times che non vede il diritto internazionale come un vincolo reale, affermando che il suo potere è limitato solo da ciò che lui stesso decide moralmente. [1]

Perché è destabilizzante:

  • Se un capo di Stato pretende di non essere vincolato da leggi internazionali né da organismi come l’ONU, si mina il fondamento stesso del sistema multilaterale.
  • In passato gli Stati Uniti si sono ritirati da trattati internazionali (es. Paris Agreement sul clima), ma questa è la prima volta che un presidente sostiene apertamente che il diritto internazionale non è un limite sostanziale alle sue azioni.

2. Uscita dalle principali istituzioni e trattati internazionali

14 gennaio 2026