Ilaria Proietti ha scritto un articolo su Il Fatto Quotidiano un articolo in cui svela il maldestro tentativo di reclutare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella come un sostenitore della battaglia referendaria per il sì alla separazione delle carriere nella magistratura. Cosa non vera, tant’è che al Colle non nascondono a tal proposito una forte irritazione.
Scrive la Proietti: ”Alla fine la tentazione del “vale tutto” è stata troppo forte: il fronte del Sì al referendum ieri ha tentato di reclutare anche il capo dello Stato con una forzatura arrivata via Huffington post che ha fatto calare il gelo al Quirinale. E così dal Colle, a quanto risulta al Fatto Quotidiano sono partite da subito in batteria diverse chiamate vista la “sgrammaticatura” messa nero su bianco sul quotidiano del gruppo Gedi dall’ex parlamentare di Forza Italia Andrea Cangini, animatore della Fondazione Einaudi e tra i fondatori del comitato Sì Separa. Questo prima della nota inviata al quotidiano, con annessa rasoiata: “Nessun desiderio di impedire libere ricostruzioni. Ma è fortemente auspicabile che ci si astenga dal tentativo, comunque vano e improduttivo, di cercare di arruolare il Presidente della Repubblica in uno schieramento o semplicemente in una posizione politica”. Una posizione durissima rispetto a un’operazione che non si poteva far passare sotto silenzio. Questa”.
Il comitato promotore del Sì al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati ha cercato di “arruolare” il Presidente Sergio Mattarella, attraverso un articolo di Andrea Cangini pubblicato sull’Huffington Post. Cangini, ex parlamentare di Forza Italia e tra i fondatori del comitato “Sì Separa”, ha sostenuto che Mattarella voterebbe Sì, basandosi soprattutto su un voto favorevole espresso da Mattarella nel 1997 in una commissione bicamerale sulle riforme costituzionali, quando era deputato del PPI.
L’operazione ha provocato una reazione durissima dal Quirinale, che ha definito il tentativo una “sgrammaticatura” e una “evidente stortura”. Il Colle ha inviato una nota ufficiale al quotidiano, sottolineando che è “fortemente auspicabile astenersi dal tentativo, comunque vano e improduttivo, di arruolare il Presidente della Repubblica in uno schieramento o semplicemente in una posizione politica”. Fonti del Quirinale hanno ribadito che Mattarella, per il suo ruolo istituzionale, non rivelerà mai il suo orientamento di voto e che speculare sul suo pensiero è inaccettabile, soprattutto in una fase delicata in cui il governo sta per fissare la data del referendum.
L’articolo evidenzia come il fronte del Sì, in difficoltà nella raccolta firme, abbia finito per ricorrere a una forzatura considerata scorretta e controproducente persino dal punto di vista della imparzialità istituzionale del Capo dello Stato.
12 gennaio 2026





