Il mondo è sempre più in bilico tra conflitti che i grandi della Terra non riescono a risolvere e le organizzazioni internazionali appaiono assolutamente emarginate e non riescono ad incidere nei diversi processi di pace. Il popolo Maga continua a dimostrare molto consenso per l’atteggiamento del loro presidente abbastanza ondivago.
Scrive Massimo Gaggi sul Corriere della Sera che Trump è: “alle prese con dissensi all’interno del suo team e con le rivolte del popolo Maga (ieri l’ultrà di estrema destra, ma con un notevole seguito, Nick Fuentes che lo contesta da tempo, ha detto che le «disgustose parole» di Trump sulla morte dei Reiner dimostrano che il presidente è vuoto dentro), per Trump si apre ora un’altra falla sul fronte che lo vede in maggiore difficoltà: il crescente nervosismo dei repubblicani che, col peggioramento dell’economia e con un presidente ondivago che continua a perdere terreno nei sondaggi, temono una severa sconfitta alle elezioni di mid term del prossimo novembre”.
ll disimpegno degli USA da un ruolo di guida multilaterale e l’indebolimento delle organizzazioni internazionali creano un vuoto pericoloso. E finché l’opinione pubblica – americana e globale – continuerà a premiare approcci semplificati o nazionalisti, i processi di pace rischiano di restare fermi o pilotati da interessi di potenza.
Hai colto due elementi fondamentali e fortemente interconnessi:
1. Organizzazioni internazionali marginalizzate
Le istituzioni nate nel secondo dopoguerra (ONU, OSCE, ecc.) non riescono più a gestire o prevenire i conflitti:
– Il Consiglio di Sicurezza ONU è bloccato dal diritto di veto.
– Processi di pace (es. Ucraina, Medio Oriente, Sudan) si arenano o sono ignorati.
– I grandi player internazionali (USA, Cina, Russia) preferiscono soluzioni unilaterali o bilaterali, spesso legate a interessi geopolitici o energetici.
2. Il consenso del “popolo MAGA” per Trump
Il movimento MAGA (Make America Great Again), pur in un contesto di forte polarizzazione, continua a sostenere Trump, anche quando:
– cambia idea su alleanze storiche (NATO, UE),
– mostra ambiguità verso autocrati (Putin, Kim, Orban),
– lancia messaggi contraddittori su conflitti come quello in Ucraina.
Perché lo sostengono?
– Nostalgia di un’America “forte e rispettata”.
– Disillusione verso le élite e il multilateralismo.
– Priorità ai problemi interni: economia, immigrazione, sicurezza.
30 dicembre 2025
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