Dalla Groenlandia ai visti, oltraggio americano L’Ue deve imparare a difendersi dall’ex alleato
Bill Emmott ha pubblicato su La Stampa un editoriale in cui delinea un quadro di profonda crisi nelle relazioni transatlantiche, suggerendo che il 2025 segnerà la fine dell’eccezionalismo diplomatico tra Europa e Stati Uniti. L’autore sostiene che la strategia del “porgere l’altra guancia” adottata dall’UE non sia più sostenibile.
Sostiene Emmott: ”Adesso i governi europei, separatamente o insieme come Ue, devono trovare il modo di contrattaccare. In caso contrario, gli atti di bullismo non potranno che peggiorare. Dobbiamo solo sperare che i politici e i funzionari sfruttino le festività di Natale e del Nuovo anno per mettere a punto piani per riuscirci nel migliore dei modi. Gli ambiti nei quali applicare misure ritorsive dovrebbero essere quelli nei quali l’Europa si sente maggiormente in grado di combattere, qualora Trump decidesse di inasprire la battaglia”.
Ecco i punti chiave dell’analisi e le proposte di reazione:
1. I tre segnali di ostilità americana
Emmott identifica tre episodi recenti che trasformano l’alleato storico in quello che definisce un “bullo”:
- La nomina di un inviato speciale per la Groenlandia: Jeff Landry è stato nominato da Trump senza consultare Danimarca o Groenlandia, trattando un territorio sovrano europeo come una proprietà da acquisire.
- Sanzioni ai cittadini europei (visti negati): il divieto d’ingresso per l’ex commissario Thierry Breton e altri quattro funzionari, colpevoli di aver applicato leggi europee (come il Digital Services Act), è visto come un atto senza precedenti tra alleati.
- Attacco all’ICC: le sanzioni contro i giudici della Corte Penale Internazionale (tra cui il francese Nicolas Guillou) per il mandato d’arresto contro Netanyahu.
2. Il fallimento della pazienza europea
L’Europa ha evitato ritorsioni commerciali ad aprile per due motivi:
- Speranza di mantenere il supporto USA all’Ucraina.
- Volontà di evitare una guerra commerciale globale.
Tuttavia, Emmott osserva che questo silenzio ha solo incoraggiato l’amministrazione Trump a intensificare le pressioni. Al contrario, la Cina, rispondendo colpo su colpo ai dazi, è riuscita a costringere Trump a negoziare o fare marcia indietro.
3. La proposta: La deterrenza come difesa
L’editoriale invita l’Europa a imparare dalla Cina e ad applicare la logica del “occhio per occhio”:
- Ritorsioni sui visti: Vietare l’ingresso in Europa a figure americane che interferiscono con la stabilità interna (viene citato Elon Musk come esempio, per i suoi commenti sulla “guerra civile inevitabile” nel Regno Unito).
- Isolamento diplomatico: Negare l’ingresso all’inviato Landry, chiarendo che non c’è nulla da discutere sulla sovranità della Groenlandia al di fuori dei trattati NATO esistenti.
- Difesa della sovranità legislativa: Reagire con fermezza quando leggi legittimamente approvate (DSA) vengono usate dagli USA come pretesto per sanzioni personali.
In sintesi
Il messaggio di Emmott è un appello al realismo geopolitico: la deterrenza non serve più solo contro i nemici (Russia), ma è diventata necessaria anche per gestire gli alleati ostili. Se l’Europa non dimostrerà di saper colpire a sua volta, continuerà a subire ritorsioni unilaterali.
27 dicembre 2025




