Sergio Fabbrini ha pubblicato su Il Sole 24 Ore un editoriale in cui analizza la strategia di sicurezza nazionale (NSS) della presidenza Trump e le sue implicazioni per il continente europeo.
Sostiene Fabbrini: ”Un’assordante rimozione. È l’atteggiamento della politica italiana verso il documento sulla “National Security Strategy of the United States” (Nss), reso pubblico pochi giorni fa dalla presidenza Trump. Eppure, quel documento la riguarda eccome. Con la Nss, la presidenza Trump ha definito i presupposti e gli obiettivi del suo nazionalismo (“America First”). L’importanza della Nss di Trump è comparabile solamente con il documento del National Security Council del 1950, “Objectives and Programs for National Security” (NSC-68), fatto proprio dalla presidenza di Harry Truman. Il Nsc-68 cambiò la prospettiva della politica estera americana, andando oltre il “contenimento” dell’Unione Sovietica. Esso propose di rafforzare militarmente l’America e di sostenere l’integrazione europea in quanto perno del sistema americano di alleanze antisovietiche. Quel documento gettò le basi che condussero alla implosione dell’Unione Sovietica quarant’anni dopo”.
Un ribaltamento storico
Fabbrini paragona l’importanza del nuovo documento sulla sicurezza nazionale di Trump solo al celebre NSC-68 di Truman del 1950. Tuttavia, se quest’ultimo gettò le basi dell’internazionalismo liberale e del sostegno all’integrazione europea in funzione anti-sovietica, il documento di Trump rovescia radicalmente questa prospettiva. Il nuovo paradigma si basa sul nazionalismo (“America First”), dove lo Stato nazione è l’unica unità politica valida e l’interesse nazionale prevale su ogni alleanza.
L’attacco all’Unione Europea
L’editoriale sottolinea come, per la visione di Trump, l’UE non sia un’alleata ma un’avversaria economica e politica. I punti critici sono:
- Interventismo selettivo: nonostante Trump dichiari il non-intervento negli affari altrui, la NSS giustifica l’intervento in Europa per “correggere” la traiettoria dell’UE, accusata di indebolire la sovranità dei singoli Stati e di favorire il declino demografico e l’identità nazionale.
- Sostegno ai nazionalismi: l’obiettivo americano sarebbe quello di sostenere i partiti della destra sovranista per disaggregare l’UE, sostituendola con un insieme di nazioni “allineate” ma non “alleate”.
- Rapporto con la Russia e l’Ucraina: nella NSS di Trump, l’aggressione russa non verrebbe menzionata. La sovranità nazionale, difesa come principio cardine, non sembrerebbe applicarsi all’Ucraina.
Le critiche di Fabbrini
L’autore muove critiche severe a questa visione, definendola:
- Storicamente pericolosa: spingere verso un’Europa divisa significa tornare al modello che ha prodotto due guerre mondiali, cancellando ottant’anni di successi dell’internazionalismo liberale.
- Economicamente strumentale: l’attacco all’UE servirebbe anche a liberare i giganti tecnologici americani dal “soffocamento regolatorio” europeo.
Il dilemma della politica italiana ed europea
Fabbrini conclude con un monito alla politica italiana, in particolare alla premier Giorgia Meloni:
- L’autore denuncia una “assordante rimozione” della politica italiana di fronte a questo documento.
- Sostiene che sia impossibile conciliare la difesa dell’Europa integrata con il sostegno al nazionalismo di Trump.
- Pone un interrogativo cruciale: la convergenza ideologica con Trump conta più della difesa degli interessi materiali e dei valori europei?
- 16 dicembre 2025





