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Economia

Crescere si può: due esempi

Il prof. Francesco Giavazzi in un editoriale sul Corriere della Sera confronta le diverse strategie di crescita economica adottate dalla Corea del Sud e da Taiwan per trarne due lezioni fondamentali per l’Italia di oggi.

Afferma Giavazzi : ‘In un articolo del 1995 (Scegliere le politiche giuste) Dani Rodrik, professore ad Harvard, si chiedeva «come la Corea del Sud e Taiwan fossero diventate tanto ricche, e perché la Corea del Sud iniziò a crescere prima di Taiwan». Oggi Taiwan, leader mondiale nei semiconduttori, è senza dubbio più ricca: il reddito pro capite supera quello della Corea del Sud di circa un quarto. Ma questa è una storia recente. Il boom in Corea iniziò molto prima che a Taiwan: fra il 1960 e il 1990 il reddito pro capite coreano crebbe del 6% l’anno e il tasso di accumulazione del capitale superò il 30% l’anno. Taiwan si mosse quasi tre decenni dopo”.

I due esempi asiatici

Corea del Sud: Ccrescita trainata dai salari alti.

Il boom coreano è iniziato prima, con una crescita del PIL pro capite del 6% annuo tra il 1960 e il 1990.

La strategia del governo, su analisi dell’economista Dani Rodrik, fu di mantenere salari relativamente alti.

Questo costrinse le imprese (i grandi chaebol come Samsung e Hyundai) a spostarsi rapidamente verso settori ad alta produttività per sopravvivere. Il fattore determinante fu l’allocazione del credito pubblico a questi conglomerati.

Taiwan: Flessibilità e politica industriale mirata.

Taiwan ha mantenuto salari reali più contenuti, favorendo inizialmente imprese più piccole e flessibili (il 90% delle esportazioni tra gli anni ’70 e ’90 proveniva da aziende con meno di 300 dipendenti).

La svolta avvenne alla fine degli anni ’80 con una politica industriale mirata: il governo richiamò Morris Chang per guidare il Polo tecnologico e creare TSMC, che è diventata l’azienda leader mondiale nei semiconduttori, determinando il futuro di Taiwan.

Le Lezioni per l’Italia

Giavazzi individua due insegnamenti, entrambi cruciali per l’Italia:

1. L’incentivo della produttività (la lezione dalla Corea del Sud)

Errore italiano: comprimere i salari e proteggere le imprese dalla concorrenza internazionale (come fatto per anni con l’auto) sono freni alla crescita.

Conseguenza dei bassi salari: mentre potrebbero aumentare i profitti, raramente aumentano la produttività. I salari bassi non sono solo sinonimo di redditi e consumi scarsi, ma soprattutto di scarsi pungoli a puntare sulla produttività.

Critica all’Italia: l’autore osserva che la crescita dell’occupazione è in gran parte in lavori a bassa produttività (occupati crescono, ma il PIL ristagna o scende), suggerendo alla Presidente del Consiglio di riflettere sul modello coreano.

2. Il ruolo della politica industriale (la lezione da Taiwan)

Rischio italiano: Spesso l’intervento governativo nell’economia produce disastri (come la storia dell’acciaio di Stato, dall’IRI all’Ilva). La politica si appropriò dell’IRI, portandola al fallimento.

Esempio negativo: la parabola dell’Ilva, dove decisioni politiche hanno portato al fallimento degli impianti di Taranto, è definito un “delitto perfetto”, data la necessità di autonomia nelle materie prime.

Esempio positivo: l’autore suggerisce alla Premier di prendere ispirazione dalla storia di Morris Chang e dalla politica industriale strategica e mirata di Taiwan, che ha saputo creare un leader mondiale.

11 dicembre 2025