Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Primo Piano

Buon compleanno!

Mattia Feltri ha scritto un bel commento sull’inchiesta giudiziaria che ha riguardato diversi europarlamentari italiano e non solo. Coinvolti dei politici del partito democratico italiano oltre che Eva Kaili già vice presidente del Parlamento europeo..

Dice Feltri: ”A tre anni dalla retata del Qatargate (9 dicembre 2022), lo scandalo che travolse il Parlamento europeo con al centro Eva Kaili. Ebbene il processo non è ancora iniziato. Si è dimesso anche il giudice istruttore, poiché il figlio lavorava con un indagato. Ora qualcosa si muove, ma in direzione inaspettata: la magistratura belga indaga sulla fuga di notizie che permise a due testate (Knack e Le Soir) di pubblicare dettagli dell’inchiesta prima degli arresti e delle perquisizioni. I sospettati: il capo dell’Ufficio anticorruzione e il responsabile delle indagini, accusati di violazione del segreto istruttorio.

Feltri sottolinea che i giornalisti non sono indagati — come è giusto che sia — ma pone un tema deontologico: pubblicare certe notizie riservate non è sempre giornalismo ma può diventare un megafono degli inquirenti, alimentando sensazionalismo, disprezzo per la presunzione d’innocenza e danni alla tenuta democratica. Un comportamento, dice Feltri, che in Italia va avanti da oltre trent’anni.

A tre anni dalla retata del Qatargate (9 dicembre 2022), lo scandalo che travolse il Parlamento europeo — con al centro Eva Kaili, allora vicepresidente — il processo non è ancora iniziato. Si è dimesso anche il giudice istruttore, poiché il figlio lavorava con un indagato.

Ora qualcosa si muove, ma in direzione inaspettata: la magistratura belga indaga sulla fuga di notizie che permise a due testate (Knack e Le Soir) di pubblicare dettagli dell’inchiesta prima degli arresti e delle perquisizioni. I sospettati: il capo dell’Ufficio anticorruzione e il responsabile delle indagini, accusati di violazione del segreto istruttorio.

Feltri sottolinea che i giornalisti non sono indagati — come è giusto che sia — ma pone un tema deontologico: pubblicare certe notizie riservate non è sempre giornalismo ma può diventare un megafono degli inquirenti, alimentando sensazionalismo, disprezzo per la presunzione d’innocenza e danni alla tenuta democratica. Un comportamento, dice Feltri, che in Italia va avanti da oltre trent’anni.

11 dicembre 2025