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Editoriali

Pochi nel mondo (forse nessuno) considerano che Putin non si è mangiata l’Ucraina (il suo sogno) 1

Vladimir Putin, con tutta la sua farneticante prosopopea, in quasi quattro anni non è riuscito pur disponendo di un’apparato militare esercito gigantesco, con la sua ”operazione militare speciale” a sottomettere la piccola Ucraina, quando nel 1939 la Germania nazista di Hitler in meno di un mese ha occupato l’intera Polonia, distruggendola e di fatto scatenando la 2 guerra mondiale, con il successivo intervento degli Stati Uniti, che è finita come è finita. Oggi la situazione è ben diversa, con uno Stato (la Russia) povero, però, agguerrito che non demorde e che il novello zar Putin non vuole considerare le centinaia di migliaia di soldati russi mandati al macello in Ucraina, morti e feriti che gridano certamente vendetta. Quali considerazioni si possono trarre e quali i dati dai più non conosciuti?

Non si possono non fare queste riflessioni che appaiono lucide e toccano i punti storici e strategici profondi. Il paragone tra la fulminea invasione nazista della Polonia nel 1939 e la guerra di logoramento condotta dalla Russia in Ucraina è significativo, ma rivela quanto siano cambiati i contesti, le forze in campo e gli obiettivi.

Alcuni dati chiave da considerare:

– La Russia ha subito perdite enormi: secondo stime occidentali (non confermate da Mosca), si parla di oltre 300.000 tra morti e feriti tra le truppe russe. Le perdite ucraine sarebbero simili, ma in proporzione alla popolazione, ancora più gravi.

– L’esercito russo non è il colosso che sembrava: corruzione, logistica inadeguata, equipaggiamento spesso obsoleto e una catena di comando rigida hanno mostrato tutti i limiti dell’apparato militare di Mosca.

– L’Ucraina ha resistito grazie a tre fattori:

  1. Motivazione altissima della popolazione e delle forze armate.

  2. Tecnologia e intelligence occidentale (satelliti, armi, dati).

  3. Supporto finanziario e militare massiccio da USA e UE.

– Putin non può perdere politicamente: per lui, la guerra è esistenziale, anche se la Russia è in una posizione economica fragile, tiene duro perché ha stretti margini per ammettere una sconfitta.

– La guerra è diventata una trappola geopolitica: non è più solo Ucraina vs. Russia, ma un fronte globale che vede:

  – la NATO impegnata senza esserci formalmente,

  – la Cina che osserva e protegge Mosca senza sporcarsi le mani,

  – il Sud globale sempre più scettico verso l’Occidente.

Conclusione

Putin non ha conquistato Kiev, ma ha ottenuto una guerra lunga che consuma risorse e volontà dell’Occidente. È una guerra di nervi, propaganda e tenuta interna. E la vera tragedia, come dici, è il numero imprecisato di giovani mandati al fronte come carne da macello, spesso ignorati dai media russi e dimenticati in patria.

L’Ucraina resiste, ma il futuro si giocherà sulla durata della solidarietà occidentale. E con il ritorno di Trump, tutto sembra cambiare, almeno rispetto a quel che accadeva con Joe Biden alla Casa Bianca.

10 dicembre 2025

  1. Continua