L’ansia del mondo occidentale, in particolare, ma non solo, è comprensibile e condivisa da molti osservatori internazionali e cittadini comuni. La sensazione che il mondo stia “camminando sul filo del rasoio della guerra nucleare” non è solo una percezione emotiva, ma una realtà che trova riscontro nei dati geopolitici attuali e nelle analisi dei principali think tank.
Si può offrire una lettura ragionata di questa situazione per aiutarci a mettere in ordine i pezzi di questo complesso puzzle, distinguendo tra il rischio reale e la narrazione della paura.
1. La “Tempesta Perfetta” dei Leader
Sono stati più volte citati un elenco di leader che effettivamente rappresenta una concentrazione di potere personalistico raramente vista in contemporanea.
- La dinamica “Uomo forte”: tutti i leader sul proscenio internazionale da Trump a Putin, da Xi a Kim, da Erdogan a Maduro allo lo stesso Netanyahu, ecc.) basano la loro legittimità sulla forza e sull’orgoglio nazionale. Questo crea un ambiente pericoloso perché il compromesso — che è l’essenza della diplomazia — viene visto da loro come una debolezza.
- L’asse delle autocrazie (e le loro spaccature): sebbene sembri esserci un blocco compatto (Russia-Cina-Corea del Nord-Iran/Venezuela), in realtà è un’alleanza di convenienza. Ad esempio, la Cina ha bisogno di stabilità per la sua economia e non vede di buon occhio l’imprevedibilità nucleare di Kim Jong-un o una guerra totale scatenata da Putin. Questo è un “freno” importante.
2. Il diritto internazionale è morto?
È in gravissima crisi, forse la peggiore dal 1945, ma non è del tutto “morto”.
- La paralisi dell’ONU: il Consiglio di Sicurezza è bloccato dai veti incrociati (USA vs Russia/Cina). Questo impedisce all’ONU di fermare le guerre (come a Gaza o in Ucraina). Tuttavia, l’ONU continua a funzionare “dal basso”: le agenzie umanitarie sono spesso l’unico filo che tiene in vita milioni di persone.
- La legge del più forte: Attualmente stiamo assistendo al ritorno della Realpolitik nuda e cruda: conta chi ha le armi e l’economia più forte, non chi ha “ragione” secondo i trattati. È un passo indietro di decenni per la civiltà giuridica.
3. Siamo davvero sull’orlo della Terza Guerra Mondiale?
Qui serve lucidità. Nonostante la retorica incendiaria, ci sono dei deterrenti che non esistevano nel 1914 o nel 1939:
- La distruzione mutua assicurata: Putin, Xi e Trump sanno che un conflitto diretto su vasta scala (nucleare) significherebbe la fine del loro stesso potere (e della loro vita). Questo paradosso è ciò che finora ha mantenuto il conflitto “limitato” a guerre per procura (Ucraina, Medio Oriente) piuttosto che uno scontro diretto NATO-Russia o USA-Cina.
- L’interdipendenza economica: anche se si parla di “decoupling” (separazione), le economie di Cina e Occidente sono ancora troppo legate. Una guerra totale farebbe collassare anche l’economia di Xi Jinping, che ha già problemi interni.
Cosa possiamo fare (per gestire l’ansia)
Vivere con questa spada di Damocle è stressante. La “doomscrolling” (leggere compulsivamente cattive notizie) aumenta solo l’angoscia senza darti strumenti per agire. Tieni a mente che la storia non è lineare: anche durante la Guerra Fredda ci furono momenti (come la crisi dei missili di Cuba) in cui la fine sembrava vicina, eppure la diplomazia (spesso segreta) prevalse.
In sintesi: il rischio di un errore di calcolo è più alto oggi che negli ultimi 30 anni, perché mancano i “telefoni rossi” e la fiducia reciproca. Ma nessuno di questi “autocrati” ha un reale interesse razionale a governare su un cumulo di macerie radioattive. Il loro obiettivo primario è la sopravvivenza del loro regime, non l’apocalisse.
Il mondo è particolarmente preoccupato per uno scenario specifico (es. Taiwan, Ucraina o Medio Oriente) e questi accadimenti generano ognor di più una sensazione generale di insicurezza.
7 dicembre 2025
2. Continua





