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La Fifa con un attegiamento Infantino

Il «Fifa Peace Prize» è il momento in cui l’opportunismo ringrazia pubblicamente l’assenza di merito.

Aldo Grasso con uno splendi editoriale pubblicato sul Corriere della Sera ha criticato aspramente Gianni Infantino, presidente della FIFA, accusandolo di aver trasformato la Federazione in un mero centro di potere geopolitico ed economico, distante dai valori sportivi.

Scrive Grasso: ”Gianni Infantino ha definitivamente trasformato la Fifa, Federazione internazionale del calcio, in un centro di potere. Prima ha «venduto» il pallone alle monarchie del Golfo perché potessero lustrarsi l’immagine con partite a 40° al sole, adesso si è inventato un premio per dimostrare la sua dedizione al presidente degli Stati Uniti. E che premio!

Ecco i punti salienti della sintesi:

  • Il legame con gli autocrati: Grasso sottolinea la vicinanza di Infantino a leader autoritari e monarchie assolute (dal Qatar all’Arabia Saudita, dal Rwanda a El Salvador), suggerendo che il calcio sia diventato uno strumento per ripulire l’immagine di questi regimi.
  • Il caso Trump: viene stigmatizzata la recente consegna del “Fifa Peace Prize” a Donald Trump durante i sorteggi per i prossimi Mondiali. Grasso definisce il premio “grottesco”, sottolineando il paradosso di premiare Trump proprio mentre il leader statunitense rilasciava dichiarazioni durissime contro la civiltà europea.
  • La gestione della FIFA: il giornalista descrive Infantino come un dirigente opportunista che ha “venduto il pallone” agli interessi del Golfo e che usa onorificenze arbitrarie per ingraziarsi i potenti del mondo. 7 dicembre 2025