Il mondo si chiede, ma… siamo davvero sull’orlo della Terza Guerra Mondiale? Le questioni internazionali (guerra russo-ucraina, il problema di Taiwan ambita di Xi, il ruolo di Trump e il suo rapporto con Netanyahu) si stanno ogni giorno di più complicando Qui serve lucidità. Nonostante la retorica incendiaria, ci sono dei deterrenti che non esistevano nel 1914 o nel 1939:
- La distruzione mutua assicurata: Putin, Xi e Trump sanno che un conflitto diretto su vasta scala (nucleare) significherebbe la fine del loro stesso potere (e della loro vita). Questo paradosso è ciò che finora ha mantenuto il conflitto “limitato” a guerre per procura (Ucraina, Medio Oriente) piuttosto che uno scontro diretto NATO-Russia o USA-Cina.
- L’interdipendenza economica: anche se si parla di “decoupling” (separazione), le economie di Cina e Occidente sono ancora troppo legate. Una guerra totale farebbe collassare anche l’economia di Xi Jinping, che ha già problemi interni.
Cosa si può fare (per gestire l’ansia)
Vivere con questa spada di Damocle è stressante. La “doomscrolling” (leggere compulsivamente cattive notizie) aumenta solo l’angoscia senza darti strumenti per agire. Occorre tenere bene a mente che la storia non è mai lineare: anche durante la Guerra Fredda ci furono momenti (come la crisi dei missili di Cuba) in cui la fine sembrava vicina, eppure la diplomazia (spesso segreta) prevalse.
In sintesi: il rischio di un errore di calcolo è più alto oggi che negli ultimi 30 anni, perché mancano i “telefoni rossi” e la fiducia reciproca. Ma nessuno di questi “autocrati” ha un reale interesse razionale a governare su un cumulo di macerie radioattive. Il loro obiettivo primario è la sopravvivenza del loro regime, non l’apocalisse.
Il mondo è particolarmente preoccupato per uno scenario specifico (es. Taiwan, Ucraina o Medio Oriente) o è più una sensazione generale di insicurezza?
2. Continua





