Mattia Feltri ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui parla della cittadinza onoraria concessa a tante persone oggi a Francesca Albanese, ieri a Bettino Craxi e Silvio Berlusconi.
Feltri riflette sull’incostante e spesso controversa pratica di concedere e revocare le cittadinanze onorarie in Italia, trasformando le figure pubbliche in “santi” al mattino e “demoni” alla sera.
- L’esempio di Miccoli: il pezzo si apre con il caso di Fabrizio Miccoli, attaccante del Palermo, a cui Corleone (che voleva riscattare la sua immagine mafiosa) diede la cittadinanza onoraria. Questa fu revocata quando Miccoli venne intercettato mentre usava espressioni denigratorie (“quel fango di Falcone”) riferite al giudice antimafia.
- Altri casi scomodi: Feltri cita altri esempi di cittadinanze incautamente conferite e poi messe in discussione: Jair Bolsonaro ad Anguillara Veneta, Roberto Saviano (dato e tolto a seconda del colore politico del sindaco), e in passato Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Magdi Allam e Boris Eltsin.
- Il fantasma del duce: l’articolo ricorda l’ampia ondata di cittadinanze date a Mussolini cent’anni fa, di cui l’Italia cerca ancora di disfarsi a fatica.
- La novità Albanese: il caso più recente, che rappresenta un’“innovativa particolarità”, è quello di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU. Città come Torino, Firenze e Bologna, mentre discutono ancora se conferirle l’onorificenza, stanno già dibattendo sulla possibilità di revocarla.
La conclusione dell’autore sottolinea il paradosso di un Paese che è rapidissimo a innalzare e altrettanto rapido a demolire le sue icone civiche.
3 dicembre 2025





