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Economia

Da Unicredit a Mps, gli inciampi dello Stato banchiere

Esordisce Gianluca Paolucci, in un articolo pubblicato su La Stampa: ”Il riassetto del sistema finanziario italiano pensato, voluto e almeno in una certa misura perseguito dal governo non è, al momento, ascrivibile tra i successi dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. In pochi giorni, le ambizioni del dirigismo governativo hanno subìto due brusche sveglie. Venerdì scorso, la Commissione europea ha demolito il Golden power, lo strumento giuridico utilizzato per fermare l’offerta di Unicredit su Banco Bpm. Non che ci volesse un mago del diritto per capire che le motivazioni utilizzate nel provvedimento fossero quantomeno labili e in alcuni punti addirittura contraddittorie

I due principali inciampi dell’esecutivo sono:

  1. Demolizione del Golden Power su UniCredit e Banco BPM:
    1. La Commissione Europea ha bocciato l’utilizzo dello strumento del Golden Power da parte del governo per ostacolare una possibile offerta di UniCredit su Banco BPM.Le motivazioni del provvedimento sono state giudicate “labili” e illogiche, in particolare il divieto per Anima (controllata da BPM) di vendere i Btp in portafoglio per cinque anni. L’autore sottolinea l’illogicità di tale divieto rispetto alla dichiarata tutela del risparmio, esponendo gli investitori a potenziali rischi.
    1. L’intento governativo di rivendicare il diritto di stabilire gli assetti finanziari (dirigismo, legittimo in linea di principio, come in Germania) è fallito per la mancanza di rigore formale e logico nella sua esecuzione.
  2. Collocamento della quota MPS e opacità:
    1. L’operazione di vendita di una quota del 15% di Monte dei Paschi da parte del Tesoro (richiesta dall’UE) doveva avvenire tramite una procedura “aperta e trasparente” (Accelerated Book Building – ABB). L’operazione è stata compromessa da indiscrezioni circolate 48 ore prima sulla data e sugli acquirenti (tra cui Caltagirone e Delfin), vanificando il requisito di trasparenza.
    1. L’operazione è stata gestita da un istituto con poca esperienza nel settore (Akros, controllato da BPM), alimentando i dubbi sulla correttezza della procedura.

La conseguenza sul sistema finanziario (Generali):

  • La conseguenza principale di questo riassetto disordinato è il cambiamento nell’azionariato di Generali. Con Caltagirone e Delfin soci forti di Montepaschi, MPS subentra di fatto a Mediobanca come socio finanziario di riferimento delle Generali, alterando gli equilibri della “cassaforte della finanza italiana”.
  • Questo non è necessariamente un male, poiché Mediobanca era stata criticata in passato per aver ostacolato la crescita del Leone per tutelare la propria quota.
  • Per il momento, la situazione è congelata: l’attuale amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, espressione del vecchio assetto, resterà in carica almeno fino all’assemblea di aprile, in attesa che si chiarisca il quadro legale-regolatorio e che lo “Stato banchiere chiarisca a sua volta i propri modi prima ancora che le sue intenzioni”. 28 novembre 2025