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Editoriali

Il rifiuto delle urne

Sabino Cassese in un editoriale, pubblicato sul Corriere della Sera, analizza il fenomeno, ormai strutturale, della crescente astensione dal voto in Italia, che ha visto l’affluenza calare drasticamente dal 93% storico a circa il 42-45% nelle recenti elezioni Regionali.

Sostiene Cassese che: ”si è aperto un fossato tra società e politica, molto preoccupante perché democrazia indica una società che si autogoverna, attraverso il suffragio universale, una conquista che è costata tanto tempo e tanta energia. Il continuo calo, che dura da circa un quarantennio, costituisce un fenomeno grave per lo stato di salute della democrazia. Tocqueville, nella prima metà dell’800, temeva che essa conducesse alla tirannide della maggioranza; dobbiamo ora temere che finisca nella tirannide di una minoranza?” e individua le cause di questo calo e le sue gravi conseguenze per la democrazia:

1. La crisi strutturale

Il calo continuo dell’affluenza, che dura da circa quarant’anni, apre un fossato tra società e politica. L’autore paventa il rischio di una “tirannide di una minoranza,” in quanto le forze politiche finiscono per governare dando voce solo a un quarto dell’elettorato. Il fenomeno riguarda indistintamente destra e sinistra.

2. Le spiegazioni del non voto

  • Diminuzione della partecipazione: si registra un forte calo della partecipazione politica (sia visibile che “invisibile,” come informarsi e discutere di politica), in particolare tra i giovani (18-24enni).
  • Declino dei partiti: c’è una drastica riduzione degli iscritti ai partiti (ora meno del 2% degli elettori). I partiti si sono trasformati da grandi associazioni radicate sul territorio in piccole organizzazioni oligarchiche.
  • Qualità dell’offerta politica: Cassese esclude che la causa principale sia l’apatia (data l’alta partecipazione al volontariato) e la individua invece nella scarsa qualità dell’offerta politica. Citando Luigi Sturzo (“la politica è diventata arte senza pensiero”), descrive la politica attuale come dominata da elementi di populismo e una “ideologia leggera” (Marc Lazar), basata su slogan e semplificazioni anziché programmi e progetti.

3. Le conseguenze sulla politica

Questa superficialità porta a un dibattito politico incentrato su piccoli appigli quotidiani, senza affrontare i grandi problemi, e causa l’elementarizzazione della politica (ridotta a opposizione tra ricchi e poveri). Si crea inoltre un’asimmetria tra la parte di governo (costretta a produrre provvedimenti) e l’opposizione (che rimane “vuoto”).

4. La nazionalizzazione del voto regionale

Un ultimo elemento critico è la tendenza a “nazionalizzare” il dibattito pre-elettorale anche nelle elezioni Regionali, facendo sì che i temi nazionali e internazionali prevalgano sulla discussione della capacità amministrativa delle regioni, nuocendo all’autonomia regionale.

26 novembre 2025