Roberto Gressi ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera in cui analizza una serie di scenari e speculazioni politiche (“fantapolitica”) che animano la fase finale della legislatura italiana, sottolineando come la strategia si fondi sull’inganno.
Suggerisce Gressi che: ”il volgere alla fine della legislatura è patria delle trame e, parafrasando Sun Tzu, il generale cinese vissuto cinque secoli prima di Cristo, «la politica si fonda sull’inganno». E allora non restare fermo, nascondi la strategia con la tattica, e quando è l’ora di fare la tua mossa ricordati che il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio. È tempo di scenari, magari di fantapolitica, e domina il regno del «vero apposta», dove verità e menzogna si intrecciano, e magari gli altri ci cascano e puoi infilzarli con il contropiede”.
Futuro di Giorgia Meloni e riforme costituzionali:
- Premierato e referendum: il dibattito sul premierato sembra agonizzante, ma potrebbe essere una finta. L’attenzione è concentrata sul referendum sulla giustizia, la cui vittoria del “Sì” potrebbe offrire grandi opportunità politiche a Meloni.
- Voto anticipato e presidenzialismo: nonostante l’immagine di un governo solido, alcuni maligni ipotizzano elezioni anticipate per Meloni. La premier potrebbe non voler restare a galleggiare per un altro anno e mezzo con l’economia in crisi e i fondi del PNRR in esaurimento. L’obiettivo non sarebbe solo tornare a Palazzo Chigi, ma attuare la vera riforma: il presidenzialismo (elezione diretta del Capo dello Stato), che le consentirebbe di candidarsi al Quirinale con il voto popolare, bypassando il rischio di essere “impallinata” dai grandi elettori.
- Legge elettorale: si parla di una nuova legge elettorale (premio di maggioranza, soglia anti-ricattatori e due schieramenti con il nome del leader sulla scheda) per destabilizzare il campo avverso e costringere la sinistra a primarie interne. Tuttavia, ci sono resistenze (Salvini, Tajani) e dubbi sulla volontà della stessa Meloni di salire su questo “treno”.
- Manovre interne: circolano voci, originate anche da Elisabetta Casellati, di un possibile scenario che vede Pier Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi e Giorgia Meloni al Quirinale, un’ipotesi che ripropone il tema dell’intervento diretto della Famiglia Berlusconi in politica.
Il campo largo e la sinistra:
- Leadership a sinistra: Elly Schlein si è caratterizzata come l’antagonista di Meloni, e sia lei che Giuseppe Conte sono convinti di potersela giocare, anche in caso di primarie.
- Ipotesi di cambiamenti: circolano anche voci di possibili cambi di leadership in corsa per la sinistra (nomi come Paolo Gentiloni, Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Roberto Gualtieri).
- Il ilstone civico: c’è chi (come Goffredo Bettini) lavora per un “listone” civico, unendo amministratori locali e coinvolgendo figure come Giuseppe Sala e persino Matteo Renzi.
- La sinistra-sinistra: si interroga sul ruolo di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e sulla possibilità che cerchino un accordo con i partiti più a sinistra.
I “Macigni” comuni:
Due grandi problemi pendono su entrambe le coalizioni:
- Politica estera: le decisioni sulla politica estera, in particolare riguardo al dramma ucraino, sono fonte di divisione.
- Astensione: l’astensione record sembra preoccupare solo i politologi, mentre i leader sono convinti che per vincere basterà mobilitare i propri fedeli.
Unica certezza:
L’articolo conclude con l’unica cosa ritenuta certa in questo regno di ipotesi: Carlo Calenda formerà il Terzo Polo.
22 novembre 205





