Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo sull’incauto comportamento di innumerevoli persone (in specie potenti) che parlano sovente senza preoccuparsi di chi sta loro accanto, quando si trovano, per esempio, in luoghi pubblici.
Gramellini esprime stupore e critica nei confronti della nonchalance con cui persone potenti e influenti esprimono pubblicamente i loro pensieri senza prendere la minima precauzione, in netto contrasto con la cautela (a volte eccessiva, come coprirsi la bocca per dire “ciao”) ormai adottata da tutti.
Dice: ”In un mondo dove ormai persino il calciatore più sprovveduto mette una mano davanti alla bocca anche solo per dire «ciao», si rimane stupiti dalla nonchalance con cui i potenti di ogni disordine e grado esternano il loro pensiero in pubblico senza prendere la benché minima precauzione“
Il giornalista prende spunto da un caso recente: quello di Garofani, consigliere del Quirinale, che avrebbe espresso il desiderio di uno “scossone politico” per arginare Giorgia Meloni. La cosa sorprendente è che l’ha fatto al tavolo di un ristorante nel centro di Roma, un luogo definito “con lo stesso livello di riservatezza di una portineria”, pur essendo Garofani descritto come un uomo schivo e riservato.
Gramellini si chiede cosa abbia spinto un uomo così riservato ad aprirsi in un luogo pubblico con persone che conosceva a malapena. Le ipotesi spaziano dall’atmosfera del locale, al vino e al cibo, fino alla conclusione più “banale”: che i potenti siano in realtà meno astuti e avveduti di quanto si immagini.
L’autore estende la riflessione anche al fenomeno delle intercettazioni telefoniche, ponendosi la stessa domanda: perché gli indagati parlano “a ruota libera”, non sospettando di essere ascoltati? In quel caso, c’è almeno l’attenuante dell’illusione di essere da soli, cosa che non sussiste in un luogo pubblico.
Il pezzo si conclude con un consiglio ironico e tagliente: in un locale pubblico, specialmente per un consigliere, è opportuno mettersi una mano davanti alla bocca, e magari l’altra “sulla coscienza”.
20 novembre 2025





