Federico Rampini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui analizza come l’indebolimento percepito del ruolo degli Stati Uniti come protettori stia paradossalmente risvegliando i nemici storici di Cina e Russia, portando all’emergere di due figure leader e al potenziale riarmo di Germania e Giappone.
Un’America meno affidabile come protettrice dei suoi alleati dovrebbe, in teoria, facilitare i disegni imperiali dei suoi rivali di sempre: Russia e Cina. In realtà accade qualcosa di diverso. Una delle conseguenze indirette della presidenza Trump è l’emergere di due leader determinati a sbarrare la strada a Putin e Xi Jinping.
Rampini dice: ”Uno è il cancelliere tedesco Merz. L’altra è la nuova premier giapponese, Sanae Takaichi. Quest’ultima è la meno nota agli italiani. Oltre a una biografia colorita (come hobby era batterista in una band di Heavy Metal; si è risposata col marito da cui aveva divorziato, ma la seconda volta lui ha dovuto prendere il cognome della moglie) lei ha come modello dichiarato Margaret Thatcher, la Lady di Ferro britannica”.
1. I nuovi leader e l’autogol geopolitico
Rampini sostiene che l’instabilità causata da una “America meno affidabile” (anche per l’effetto indiretto della presidenza Trump) non stia facilitando i disegni imperiali di Russia e Cina, ma stia invece facendo emergere due leader determinati a sbarrare loro la strada:
- Friedrich Merz, il cancelliere tedesco (già al centro del riarmo tedesco in risposta a Putin).
- Sanae Takaichi, la nuova Premier giapponese, una “Lady di Ferro” in stile Margaret Thatcher.
2. Il caso Giappone: argine alla Cina
La Premier Takaichi è immediatamente al centro di una crisi diplomatica con la Cina. La tensione è dovuta alla sua dichiarazione secondo cui una potenziale invasione cinese di Taiwan rappresenterebbe una minaccia diretta alla sicurezza nazionale di Tokyo, indipendentemente dall’intervento degli Stati Uniti.
- Reazione cinese: Pechino ha reagito furiosamente, temendo che Takaichi incorpori l’intervento a difesa di Taiwan nella dottrina strategica giapponese e ha imposto un boicottaggio turistico.
- Prospettiva di riarmo: questa crisi si svolge sullo sfondo della prospettiva di un riarmo nipponico (storicamente disarmato dalla Costituzione post-1945), per le stesse ragioni della Germania: un vicino prepotente e la potenziale ritirata della protezione americana.
- Ruolo geopolitico: il Giappone è l’unico Paese nell’area Asia-Pacifico che, per ricchezza e tecnologia, può diventare un contrappeso e un argine al militarismo cinese. Potrebbe diventare il perno di una nuova rete di alleanze (con Corea del Sud, Australia e forse India) per creare un “cordone sanitario” contro l’espansione cinese.
3. La tesi dell’autogol
L’autore conclude che sia Xi Jinping che Putin stanno commettendo un autolesionistico autogol politico risvegliando questi avversari:
- Putin ha provocato il riarmo tedesco, un evento che la NATO e gli USA avevano cercato di evitare per decenni (“to keep the Germans down” – disarmo imposto dalla presenza americana).
- Xi Jinping sta provocando il riarmo giapponese, mettendo a rischio il disarmo imposto a Tokyo dal generale Macarthur nel 1945 come contraltare delle basi militari USA in Estremo Oriente.
In sintesi, la geopolitica non ama i vuoti. Se l’America riduce il suo impegno, il vuoto non sarà necessariamente riempito solo dai rivali, ma spingerà le potenze regionali come Germania e Giappone a riarmarsi e a costruire una propria difesa, ottenendo l’effetto opposto a quello sperato da Pechino e Mosca.
19 novembre 2025





