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Esteri

Il silenzio di Starmer sulla Bbc e l’assalto Maga ai media globali

Bill Emmott ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui analizza la controversia che ha coinvolto la BBC a seguito di una richiesta di risarcimento di un miliardo di dollari da parte di Donald Trump. Emmott paragona la BBC a San Sebastiano, costantemente bersagliata, ma sottolinea come l’attacco di Trump sia particolarmente grave per diversi motivi.

Emmott dice che “i giornalisti che lavorano presso l’emittente pubblica più famosa del mondo, la British Broadcasting Corporation, paragonano la loro Bbc a San Sebastiano, martire legato a un albero per l’eternità e trafitto da frecce. L’alto profilo politico di un’azienda mediatica finanziata con fondi pubblici implica che, ogni volta che questa commette errori o può essere accusata di parzialità, la controversia diventi molto più chiassosa e amara di quanto accade ad altri media. Eppure, adesso che la Bbc corre il rischio di dover pagare un miliardo di dollari di risarcimento, come chiesto da Donald Trump, la sensazione di essere martire è più intensa che mai, soprattutto perché i politici di destra britannici, incluso Boris Johnson, sono saltati sul carrozzone di Trump

1. La campagna di intimidazione e la riscrizione della storia

  • L’azione legale di Trump è l’esempio più recente della sua campagna di intimidazione contro i media, che per la prima volta prende di mira un bersaglio internazionale.
  • L’obiettivo principale di Trump è riscrivere la storia dell’insurrezione del 6 gennaio 2021 al Congresso, presentandola come una “manifestazione legittima” anziché un tentativo deliberato di rovesciare la Costituzione, assimilando la sua mentalità a quella di un dittatore sovietico come Stalin.

2. L’errore della BBC e la reazione

  • La controversia riguarda un documentario del 2022 sul 6 gennaio. L’errore è stato una negligenza nell’editing: il documentario ha accorpato citazioni separate di Trump senza indicare il tempo trascorso o il cambio di contesto.
  • Questo “piccolo errore” è stato sfruttato da Trump e dai suoi detrattori, inclusi politici britannici di destra come Boris Johnson, per attaccare l’emittente.
  • L’errore più grande della dirigenza della BBC, tuttavia, è stata la cattiva gestione e il ritardo nel rettificare e scusarsi, una lentezza che ha portato alle dimissioni del direttore generale Tim Davie e che riflette la politicizzazione del consiglio di amministrazione.

3. L’importanza delle emittenti pubbliche

  • L’attacco mette a repentaglio il futuro della BBC, uno dei più grandi bastioni dell’emittenza pubblica.
  • In un panorama mediatico frammentato e dominato dalla disinformazione, le emittenti pubbliche come BBC, Rai, ecc., rimangono “ancore” per informazioni attendibili e dibattiti indipendenti, nonostante le possibili critiche su parzialità o spreco di fondi.

4. Il silenzio pericoloso di Starmer

  • La BBC si è scusata per la negligenza nell’editing, ma ha fermamente respinto la pretesa di risarcimento di Trump. Emmott spera che l’emittente mantenga la sua posizione, poiché il documentario non è stato diffamatorio né ha danneggiato l’immagine di Trump.
  • Il segnale più preoccupante per la politica interna britannica è il “silenzio deplorevole” del Primo Ministro Keir Starmer sulla vicenda, forse per paura di adulare Trump o per ragioni di impopolarità politica.
  • Emmott conclude avvertendo che la BBC, popolare e con una reputazione globale, deve essere protetta e salvaguardata contro il tentativo di Trump e dei suoi alleati di distorcere i media a proprio favore.

L’articolo è un forte appello a difendere il giornalismo di alta qualità e l’indipendenza delle emittenti pubbliche contro le campagne di intimidazione e i tentativi di riscrivere la storia.

15 novembre 2025