L’ambasciatore Giampiero Massolo ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera in cui analizza la crisi in Venezuela come un momento cruciale (“Rubicone”) per la presidenza di Donald Trump,
Afferma Massolo che ”Il Venezuela è una prova importante per Trump. Il Rubicone tra la «sua» presidenza e una «normale» amministrazione americana. Lo varcherà? Nei primi mesi di lavoro, imprevedibilità a parte, i parametri della sua azione sono stati chiari: nessun confronto diretto tra potenti, pace attraverso la forza e quindi minaccia ma non uso massivo delle armi (salvo azioni mirate come in Iran), niente coinvolgimenti americani sul terreno all’estero, abbandono della logica dei cambi di regime e dell’esportazione della democrazia. che finora si è caratterizzata per alcuni parametri chiari in politica estera”
- Nessun confronto diretto tra grandi potenze.
- Pace tramite la forza (minaccia ma non uso massivo delle armi).
- Niente coinvolgimenti militari americani sul campo all’estero.
- Abbandono della logica del cambio di regime e dell’esportazione della democrazia.
La posta in gioco in Venezuela
Il massiccio schieramento militare USA vicino alle coste venezuelane suggerisce che questa volta l’approccio potrebbe cambiare, data la gravità della situazione:
- Motivazioni oggettive: il regime di Maduro è una dittatura invisa, funzionale al narcotraffico globale, con legittimità dubbia e condannata a livello internazionale (come dimostra il Nobel per la pace all’oppositrice María Corina Machado).
- Motivazioni geopolitiche: Caracas è appoggiata da potenze antagoniste all’Occidente (Cina, Russia, Iran, Cuba, Corea del Nord). Inoltre, possiede enormi riserve petrolifere che, se sfruttate, potrebbero influenzare i mercati a favore dell’Occidente.
Le opzioni di Trump
Trump si trova di fronte a un bivio:
- Opzione 1 (coerente): limitarsi ad azioni mirate, colpire il narcotraffico e negoziare l’uscita di Maduro (mantenendo la “sua” presidenza).
- Opzione 2 (infrangere il “Rubicone”): Scegliere di marcare il territorio con le armi, provocando un plateale cambio di regime.
🌍 Le Implicazioni Globali
Se Trump scegliesse l’Opzione 2 (l’azione militare su vasta scala), non si tratterebbe più della “sua” presidenza, ma si riallineerebbe con il modello di intervento delle passate amministrazioni USA. Tuttavia, ciò comporterebbe gravi rischi:
- Indebolire l’Occidente: visto dal Sud Globale, un intervento militare renderebbe l’Occidente ancora meno popolare, esponeva all’accusa di “doppiopesismo” e darebbe argomenti a Putin e ai suoi sostenitori, mettendo in difficoltà l’Europa.
Titolo aggiuntivo
L’articolo si conclude con un breve accenno a Putin: il suo scopo in Ucraina non è solo territoriale ma geopolitico, volto a soggiogare Kiev e accelerare la fine del conflitto per evitare l’ingresso dell’Ucraina nell’UE. Il calo dei prezzi del petrolio è un limite che potrebbe creare problemi di cassa per Mosca.
15 novembre 2025





