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Arte e Cultura

Italia, un Paese che scorda la lettura

Ernesto Galli della Loggia ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera in cui solleva una grave emergenza culturale in Italia, definendola “un Paese ignorante” e a rischio di futuro a causa del crescente abbandono della lettura e del declino della qualità dell’istruzione e di cui si parla poco.

Dice Galli della Loggia: ”I bambini ancora leggono (i dati editoriali lo dimostrano), è invece nel passaggio all’adolescenza che l’abitudine a leggere subisce un tracollo: è dunque proprio lì che un ministero della Cultura degno di questo nome dovrebbe intervenire facendosi venire qualche idea. Tradizionalmente il potere italiano non brilla per fantasia, è restio a cercare vie nuove, è sempre pronto a trovare mille motivi per dire «non si può»”. Il che deve far riflettere!


I dati della catastrofe culturale

L’autore elenca una serie di dati drammatici che testimoniano il collasso educativo e culturale del Paese:

  • Bassi livelli di istruzione: l’Italia è tra gli ultimi in Europa per numero di diplomati e al penultimo posto per laureati (il 42% abbandona l’università dopo il primo anno), con forti squilibri tra Nord e Sud.
  • Analfabetismo funzionale: i dati Censis indicano un numero crescente di italiani che non comprendono un testo scritto e non sanno esporre le proprie idee, trasformando il Paese in un “popolo di semianalfabeti” incapaci persino di capire un avviso pubblico.
  • Abbandono della lettura: il 38% degli italiani tra i 15 e i 74 anni non ha comprato neppure un libro negli ultimi 12 mesi. In contrasto, il 77% della popolazione usa uno smartphone, alimentando la “sciocca illusione” che la conoscenza possa prescindere dalla carta stampata.
  • Prospettive future: Galli della Loggia si chiede quale futuro economico e di sviluppo possa avere un Paese con un tale livello di ignoranza diffusa.

Proposte per un piano nazionale per la lettura

L’autore critica l’attuale Ministero della Cultura (che si concentra su eventi di alto profilo come la Scala, gli Uffizi o il cinema, non interessando i libri) e sostiene che per affrontare l’emergenza non bastano “pannicelli caldi”. Serve invece un vero e proprio Piano nazionale per la lettura che sia coordinato, continuo e fantasioso.

Il principale obiettivo deve essere togliere i libri dall'”arca santa delle librerie” e portarli tra la gente. La proposta specifica è:

  • Book Crossing su scala nazionale: lo Stato dovrebbe acquistare massicciamente libri (anche usati) e inondare il Paese sistemandoli in appositi contenitori in migliaia di luoghi pubblici: stazioni, treni, ospedali, università, metropolitane, centri commerciali, uffici comunali, autogrill e supermercati.
  • I libri verrebbero offerti gratuitamente con il semplice invito (non l’obbligo) di riportarli o sostituirli.
  • Intervento sull’adolescenza: poiché i bambini leggono ma l’abitudine crolla con l’adolescenza, il Ministero dovrebbe ideare interventi mirati proprio in questa fase cruciale.

L’editoriale conclude che in gioco c’è l’avvenire e la qualità civile e umana degli italiani, poiché solo la lettura risveglia la mente, alimenta l’intelligenza e rende liberi.

13 novembre 2025