Aldo Grasso scrive un articolo sul Corriere della Sera in cui provocatoriamente propone di abolire la privacy, suggerendo che, come insegnava Jonathan Swift, per risolvere un problema bisogna a volte adottare la soluzione più radicale.
Una modesta proposta di Grasso: ”aboliamo la privacy. A volte, come ci ha insegnato il reverendo Jonathan Swift, per sconfiggere alcuni problemi, bisogna scegliere la soluzione più radicale. La privacy ormai è un optional, ratificato da alcuni recenti casi: la visita inopportuna del consigliere della Privacy Agostino Ghiglia alla sede di Fratelli d’italia per incontrare Arianna Meloni, l’accesso illegale a dati personali da parte dell’agenzia Equalize, il malware”
- Tesi centrale del giornalista: la privacy è ormai diventata un optional e un valore anacronistico nella società contemporanea.
- Esempi a supporto: l’autore cita diversi casi recenti che dimostrano l’erosione della privacy:
- La visita del consigliere della Privacy Ghiglia alla sede di Fratelli d’Italia per incontrare Arianna Meloni.L’accesso illegale ai dati personali da parte dell’agenzia Equalize.Il malware Pegasus e il caso Paragon con i giornalisti spiati.
- Le intercettazioni, i fuorionda, gli algoritmi traccianti, i cyberattacchi, i social network e la sorveglianza diffusa (telecamere, telefonini).
- La contraddizione: La società vive in una contraddizione: se da un lato la privacy viene enfaticamente difesa, dall’altro si è pronti a calpestarla con zelo per il “consumo vorace della società mediale”.
- Conseguenza logica: poiché la privacy “non esiste più”, Grasso suggerisce che tanto varrebbe risparmiare sull’Autorità Garante preposta alla sua tutela.
- Conclusione: la vita privata sta affondando in una trasparenza totale e voyeuristica. L’autore si chiede, con un’ultima frecciatina, se la sua sparizione forzerà gli individui ad adottare comportamenti irreprensibili.
- 9 novembre 2025





