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Scienza & Tecnologia

Cosa significa l’AI per crescita e occupazione

Philippe Aghion, Simon Bunel e Xavier Jaravel hanno pubblicato su Il Sole 24 Ore un interessante editoriale sull’impatto che può avere l’utilizzo del sistema dell’intelligenza artificiale sulla crescita economica e sull’occupazione., smentendo le visioni pessimistiche di molti osservatori e, in particolare, del mondo della politica.

Esordiscono gli autori che ”un numero sempre maggiore di aziende inizia a sperimentare l’intelligenza artificiale e a considerare come potrebbe migliorare la propria redditività. Di pari passo si intensifica il dibattito sulle relative implicazioni per i lavoratori. Negli Stati Uniti l’apparente scollamento tra l’impennata delle quotazioni di borsa e il calo complessivo delle offerte di lavoro nei settori non agricoli ha alimentato la narrativa sulla distruzione dell’occupazione causata dalla tecnologia. Non passa settimana senza che si parli di imprese che utilizzano l’intelligenza artificiale per mansioni impiegatizie, in particolare per quelle tipicamente svolte da neolaureati e ai livelli più bassi nelle gerarchie aziendali”.

Cosa significa l’AI per crescita e occupazione

L’articolo di Aghion, Bunel e Jaravel analizza l’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA) sulla crescita economica e sull’occupazione, contestando le visioni pessimistiche che prevedono una moderata crescita della produttività e una netta distruzione di posti di lavoro.


Tesi degli autori: crescita e occupazione positive

Gli autori sostengono che l’IA ha il potenziale per aumentare significativamente la produttività e l’occupazione, sebbene il panorama sia complesso. Riconoscono che il dibattito attuale è alimentato dal timore di una massiccia automazione dei lavori d’ufficio, specialmente per i neolaureati.


Impatto sulla crescita della produttività

L’IA può influenzare la produttività tramite due canali: l’automazione delle attività di produzione di beni e servizi e l’automazione delle attività di produzione di nuove idee.

  • Evidenza microeconomica:
    • Uno studio sull’IA generativa nel servizio clienti ha mostrato un aumento della produttività dei lavoratori con accesso all’assistente IA di quasi il 14% nel primo mese, stabilizzandosi intorno al 25% dopo tre mesi.
    • Gli aumenti iniziali più forti si sono registrati sui lavoratori a bassa produttività, contribuendo a ridurre le disuguaglianze interne alle aziende.
  • Stime Macroeconomiche (Aghion e Bunel 2024):
    • Approccio 1 (parallelo con rivoluzioni passate): l’IA potrebbe aumentare la crescita della produttività aggregata da 0,8 a 1,3 punti percentuali all’anno nel prossimo decennio.
    • Approccio 2 (Quadro di Acemoglu basato sulle attività): la stima mediana suggerisce un aumento dello 0,68 punti percentuali all’anno (range 0,07-1,24), significativamente superiore alla previsione di Acemoglu (0,07).
    • Queste stime sono considerate una base, in quanto non tengono conto dell’automazione della produzione di idee né dei potenziali ostacoli (come la mancanza di concorrenza).

Implicazioni sull’occupazione complessiva

Contrariamente ai timori, l’analisi su dati francesi (2018-2020) dimostra che l’adozione dell’IA è associata positivamente a un aumento dell’occupazione e delle vendite totali per le imprese.

  • Effetto di produttività: l’aumento di produttività indotto dall’IA aiuta le imprese ad ampliare il campo di attività, e questo effetto sembra superare la potenziale riduzione della domanda di lavoro in ambiti specifici.
  • Professioni vulnerabili: l’impatto dell’IA sulla domanda di addetti risulta positivo anche per professioni spesso classificate come vulnerabili (come contabilità, telemarketing, segreteria).
  • Rischio principale: il rischio maggiore per i lavoratori non è la tecnologia in sé, ma l’essere sostituiti dai lavoratori di aziende concorrenti che utilizzano l’IA. Un rallentamento nell’adozione dell’IA sarebbe autolesionista per l’occupazione nazionale.

Riforme politiche necessarie

Per realizzare appieno il potenziale positivo di crescita e occupazione dell’IA, sono necessarie adeguate riforme politiche:

  1. Politica della Concorrenza: Essenziale per evitare che le aziende superstar (già dominanti) soffochino l’ingresso di nuovi innovatori. Attualmente, le imprese che adottano l’IA sono prevalentemente più grandi e produttive.
  2. Politica Industriale: Necessaria per incoraggiare l’adozione dell’IA da parte delle imprese più piccole, migliorando l’accesso ai dati e alla potenza di calcolo.
  3. Istruzione e Formazione: Fondamentale per aumentare il potenziale occupazionale e minimizzare gli effetti negativi sui lavoratori, attraverso un ampio accesso a istruzione di alta qualità, programmi di formazione e politiche attive del mercato del lavoro.

In conclusione, gli autori affermano che l’IA potrebbe favorire sia la crescita che l’occupazione, ma la realizzazione di questo potenziale dipende dalla volontà e capacità dei Paesi di adattarsi alla rivoluzione tecnologica in corso attraverso riforme mirate

7 novembre 2025

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