Gian Antonio Stella, l’autore anni fa, insieme a Sergio Rizzo del libro “La Casta”, ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui analizza la riforma sulla non autosufficienza, tanto strombazzata dal governo Meloni, ma che alla fin fine ha dato ben poco a persone che si aspettavano tanto, in particolare appunto milioni di persone che versavano e versano in situzioni di grandi difficoltà.
Sintesi dell’articolo
Gian Antonio Stella critica aspramente i primi risultati della riforma sulla non autosufficienza annunciata nel febbraio 2024 da Giorgia Meloni come “epocale”, evidenziandone la limitatissima portata effettiva.
Risultati del “Patto per un nuovo welfare”
- Pochi beneficiari: i risultati del monitoraggio fino a settembre 2024, scoperti e criticati dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” (che include circa 60 organizzazioni come Acli e Caritas), mostrano che solo circa 2.000 persone hanno ottenuto l’erogazione del beneficio. Questo rappresenta lo 0,13% degli oltre 1,5 milioni di anziani disabili che ricevono l’indennità di accompagnamento.
- Criteri troppo restrittivi: i criteri fissati dal decreto attuativo per ricevere gli 850 euro in più (destinati a coprire i costi dell’assistenza domestica) erano estremamente selettivi. I requisiti includevano:
- Avere oltre 80 anni.
- Avere un livello di bisogno assistenziale gravissimo.
- Un Isee non superiore a 6.000 euro.
- Ricevere l’indennità di accompagnamento.
- Le stime iniziali delle associazioni prevedevano circa 24.500 potenziali beneficiari, ma il tasso di adesione effettivo è risultato bassissimo, con meno di 5.000 domande e un accoglimento del 41%.
L’accusa alle scelte del governo
- Sperimentazione come rinvio: le associazioni accusano il governo di aver deliberatamente utilizzato la fase di sperimentazione, accompagnata da quel decreto con criteri molto stretti, per non sborsare immediatamente i fondi necessari e rinviare la “vera” riforma “epocale” a un momento successivo.
- Fondi non stanziati: il decreto attuativo, secondo l’articolo, non stanziava “un solo centesimo per il 2024” ma solo 250 milioni di euro “raschiati qua e là” per il 2025 e il 2026.
- Effetto collaterale negativo: in attesa di questi promessi fondi, molti enti locali hanno sospeso i pagamenti di altri contributi per l’assistenza, causando un “danno e la beffa” per le famiglie che si aspettavano risposte concrete.
In sintesi, l’articolo conclude che quella sbandierata come una riforma storica si è rivelata una “svista sciagurata” o, peggio, una scelta politica che ha prodotto solo “briciole agli anziani”, deludendo le aspettative dei milioni di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie.
5 novembre 2025
- Continua





