Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Editoriali

Lo spirito di Luigi Einaudi

Goffredo Buccini ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale in cui riflette sull’importanza dell’articolo 54 della Costituzione italiana, che prescrive “disciplina e onore” per chi esercita funzioni pubbliche.

Sostiene Buccini che: ”in un elzeviro dal titolo minimalista, «La pera», pubblicato sul Corriere della Sera nel 1970, Ennio Flaiano affrontò (pur senza dichiararlo) un tema che avrebbe segnato la nostra storia: la postura delle classi dirigenti, e nello specifico della politica, verso un articolo fondamentale della nostra Costituzione, il 54, che prescrive «disciplina e onore» per chi esercita funzioni pubbliche. Narrando di un pranzo di vent’anni prima al Quirinale con l’allora presidente Einaudi, galantuomo noto per la sua frugalità, Flaiano, al tempo caporedattore del Mondo di Pannunzio, ricorda come il capo dello Stato chiese di dividere coi commensali una pera che gli pareva troppo grande e non voleva andasse sprecata”.

Il pezzo prende spunto da un aneddoto di Ennio Flaiano sull’allora presidente Luigi Einaudi che, per frugalità, chiese di dividere una pera, contrapponendolo alla successiva “repubblica delle pere indivise”, metafora del tradimento di questo principio etico.

Secondo Buccini, l’articolo 54 non significa solo “non rubare”, ma richiede sobrietà, di non dare scandalo e di non disonorare il Paese con comportamenti inappropriati. Questo pilastro dell’etica pubblica è stato eroso non solo dalla malversazione della classe politica, ma anche dagli abusi di una corporazione giudiziaria spesso propensa a sostituirsi al potere politico.

L’editoriale analizza la recente riforma della giustizia (definita soprattutto riforma della magistratura penale) approvata dal governo Meloni. Il punto centrale è la separazione ab origine delle carriere tra pubblico ministero e giudice, accompagnata dalla creazione di due diversi CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) e di un’alta corte disciplinare. L’obiettivo è anche quello di arginare il predominio delle correnti nella magistratura (come emerso nel caso Palamara).

Poiché la riforma sarà sottoposta a referendum confermativo la prossima primavera, l’autore esorta i protagonisti politici ad affrontare il dibattito con “disciplina e onore”:

  • Il centrodestra dovrebbe evitare di presentare la riforma come una “punizione” per la magistratura o un “regolamento di conti”, astenendosi da dediche divisive (come quelle a Silvio Berlusconi).
  • Il fronte del “no” (centrosinistra e magistratura associata) dovrebbe evitare di definire la riforma un “colpo di Stato” o un tentativo di “sottomettere” i pm, rifuggendo da miti fasulli e un eccesso di politicizzazione.

In conclusione, Buccini sostiene che la vera opportunità non è solo la riforma della giustizia, ma la riforma delle modalità con cui si affrontano le riforme. L’autore richiama tutti, in linea con l’interpretazione di Stefano Rodotà dell’articolo 54, a incarnare lo “spirito di Einaudi” astenendosi dallo spargere veleni e tesi palesemente false in vista della prossima, delicata stagione politica.

2 novembre 2025