Il giornalista e analista politico americano Fareed Zakaria ha espresso una forte opinione critica sulla strategia e sull’esito del confronto tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, in particolare in relazione alla guerra commerciale.
In sintesi, la sua analisi si concentra sui seguenti punti:
- Il “cessate il fuoco” non è una vittoria: Zakaria riconosce che l’incontro tra Trump e Xi ha prodotto qualcosa di utile, ovvero un “cessate il fuoco” nella guerra commerciale, che ha interrotto l’escalation e ha fatto guadagnare tempo a entrambe le parti. Tuttavia, sottolinea che questo non è un accordo di pace a lungo termine.
- Trump gioca secondo le regole della Cina: l’aspetto più critico della sua analisi è che la risposta di Washington alla Cina, anche sotto la guida di Trump, ha rischiato di assomigliare a un tentativo di battere Pechino “diventando Pechino”. Questo si è manifestato attraverso la limitazione del commercio, la direzione delle catene di approvvigionamento e l’uso dei dazi come strumento politico, azioni che, se spinte troppo oltre, avvantaggiano i punti di forza della Cina e corrodono quelli dell’America.
- La forza degli Stati Uniti è l’apertura: Zakaria sostiene che gli Stati Uniti traggono vantaggio dall’apertura e dall’innovazione, non dalle tariffe e dalla pianificazione centralizzata, che sono caratteristiche del sistema cinese.
- La “Art of the Deal” non basta: In un’altra analisi, Zakaria suggerisce che la strategia di negoziazione personale di Trump (“The Art of the Deal”) non può sostituire un’architettura strategica solida e coerente nella gestione dei rapporti con la Cina, dove le poste in gioco sono estremamente alte.
Conclusione: chi ha vinto, chi ha perso?
Zakaria non dichiara esplicitamente un vincitore o un perdente netto in termini assoluti, ma la sua critica suggerisce che la strategia di Trump, basata su tariffe e un approccio di “neo-imperialismo” e accordi personali, rischia di indebolire la posizione a lungo termine degli Stati Uniti, costringendoli a giocare in un modo che favorisce la Cina, anziché rafforzare i pilastri tradizionali del successo americano (apertura, innovazione, multilateralismo).
In sostanza, Zakaria vede il “cessate il fuoco” come un guadagno temporaneo, ma teme che l’approccio di fondo di Trump possa portare gli Stati Uniti a perdere la partita strategica contro la Cina, in quanto minerebbe i propri vantaggi competitivi.
2 novembre 2025





