Massimo Franco pubblica sul Corriere della Sera un articolo in cui analizza la figura controversa del presidente ungherese Viktor Orbán e l’impatto delle sue relazioni internazionali, in particolare in Italia.
Il testo evidenzia come ogni visita di Orbán rischi di minare la coerenza del sostegno europeo all’Ucraina. In Italia, l’accoglienza calorosa da parte del vicepremier leghista Matteo Salvini, sodale anti-Ue e filorusso di Orbán, crea una tensione interna, costringendo il governo (Meloni e Tajani) a ribadire la propria linea di politica estera.
Franco sottolinea che l’influenza di Orbán, fondatore dei “Patrioti europei”, è dovuta a una presunta “doppia fedeltà” a potenze ostili alle istituzioni di Bruxelles: i conservatori statunitensi (Donald Trump) e Mosca. Questa strategia è condivisa dalla Lega e si basa su una scommessa sul logoramento dell’UE dall’interno.
L’autore rimarca la contraddizione delle forze anti-europee, inclusa l’Ungheria, che dipendono economicamente dai fondi di Bruxelles pur lavorando per disarticolare l’unità europea, citando in proposito l’invito a un “esame di coscienza” di Romano Prodi.
Infine, l’articolo menziona l’atteggiamento critico delle opposizioni italiane verso la Commissione Europea di Ursula von der Leyen. Questa ostilità, in parte condizionata dall’estremismo antieuropeo di M5S e Avs, finisce paradossalmente per avvantaggiare il governo Meloni, acuendo l’ambiguità strategica del PD.
30 ottobre 2025





